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Cgil contro Amorese: «Da noi iscritti in crescita»

Cgil contro Amorese: «Da noi iscritti in crescita»

Il consigliere di Fdi aveva accusato il sindacato di non occuparsi dei lavoratori. «Tesserati in aumento rispetto al 2017»

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Non è passato inosservato l’intervento del consigliere Amorese durante l’ultima assise, in particolare per le parole rivolte alla Cgil. «Si occupasse dei lavoratori, cosa che non fa da tempo», ha detto in polemica con la partecipazione alla manifestazione di protesta per lo sfregio al busto del partigiano Vico.

«Vorremmo manifestare il valore della nostra presenza in consiglio comunale a seguito del vile atto dell’incappucciamento della statua del comandante Vico e ci terremmo a rispondere all’attacco avanzato nei nostri confronti dal consigliere Amorese che nel suo intervento ha accusato la Cgil di non prestare attenzione ai problemi del lavoro. Purtroppo la nostra storia non è nuova a simili attacchi, oggi verbali un tempo ben più cruenti dalla parte di chi si richiama ai valori del fascismo e della Repubblica Sociale Italiana», attaccano dal sindacato.

E ricordano anche la resistenza dei sindacalisti durante il periodo di guerra e il fascismo prima. «Amorese, nel suo intervento, ha dichiarato che se fosse vissuto nel ventennio avrebbe aderito all’altra parte rispetto a quella dei partigiani, quindi a fianco di chi ha sostenuto con forza la violazione di qualsivoglia libertà umana e civile. Se il consigliere oggi può parlare in consiglio comunale è grazie al fatto che esiste una Democrazia nata dalla lotta di resistenza, lo stato di chi è libero in opposizione a chi vive in schiavitù, prigionia e detenzione. E questo avviene anche grazie ai lavoratori che con imponenti scioperi hanno contribuito a costruire una riscossa operaia diretta dalla Cgil clandestina. I lavoratori infatti durante il fascismo, periodo assai buio per il paese e per le organizzazioni sindacali libere, non hanno potuto esprimere quella libertà oggi concessa giustamente al conigliere e di cui ognuno di noi può godere poiché il fascismo sciolse le organizzazioni sindacali libere e chiuse le camere del lavoro con atti di violenza e soprusi».

La Cgil, a riprova del suo lavoro, snocciola i numeri degli iscritti. In salita. «Tra l’altro ricordiamo ad Amorese che nonostante per lui noi ci si occupi di tutto fuorché di lavoro riceviamo ancora un discreto consenso essendo il Paese più contrattualizzato, il più sindacalizzato e potendo contare di una storia lunga più di 110 anni. Noi continuiamo ad aumentare adesioni sia a livello nazionale che territoriale dove nel 2017 abbiamo raggiunto quota 18.426 iscritti con un aumento del 3,46% rispetto all’anno precedente e con un aumento ancor maggiore tra i lavoratori attivi con un più 13%». —

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