Sicurezza
Andrea Rossi: campione d’Europa è tutto l’equipaggio
«Quella barca l’abbiamo tutta risistemata noi, siamo un gruppo affiatato con la passione per la vela»
CARRARA
La Carrara della vela sul tetto d’Europa: ottime notizie dal fronte Costa Smeralda dove - come abbiamo scritto nella nostra edizione di ieri - Andrea Rossi, noto imprenditore carrarese del lapideo, timona e consacra il gagliardetto del Club Nautico di Marina di Carrara col titolo continentale classe Swan 42. In realtà, ricorda lui, il prestigioso titolo vinto in Sardegna qualche giorno fa, è frutto di un lavoro di squadra e dello spirito di sacrificio di tutti e dodici i membri dell’equipaggio, ma non nasconde la soddisfazione, il timoniere di Mela, l’imbarcazione modello Club Swan 42 di dodici metri che ha portato alla vittoria l’equipaggio apuano nella sei giorni della Rolex Swan Cup a Porto Cervo, anche grazie al nuovo tattico dell’equipaggio, Enrico Zennaro: «È la gara più prestigiosa a cui abbia partecipato in cui Mela si è confrontata con imbarcazioni forti e avversari temibili, ed è andata decisamente meglio della precedente occasione» ha commentato. Una specie di sogno che si realizza quindi per il gruppo di sportivi fra i quali diversi apuani. Andrea Rossi, che oltre a essere timoniere è anche insieme al fratello Mario l’armatore dell’imbarcazione laureatasi campione d’Europa, ci racconta la storia della barca, trovata per caso ai piedi di un lago, in Germania, dismessa e in stato di abbandono. Ma era una Swan - un cigno - e un amico di Rossi che si trovava a passare da quelle parti, sapeva che l’amico ne cercava una, quindi Rossi non lasciandosi sfuggire l’occasione, l’ha portata a Carrara, al cantiere del Club Nautico dove, nel giro di qualche mese, è stata rimessa a nuovo per mano dello stesso l’equipaggio.
«E’ stata una sfida rimetterla a posto» racconta Andrea Rossi che descrive un gruppo di amici molto affiatato, di età e professioni diverse, che si conosce da anni: «A bordo di Mela ci sono insegnanti, avvocati, piccoli imprenditori, tutti con lo stesso minimo comun denominatore, la passione per la vela» racconta, spiegando anche com’è nato il suo amore per la vela: «Ho iniziato fin da piccolo ad appassionarmici, unico in famiglia, per essere poi seguito da mio fratello-ha confessato-così da bambino ho iniziato a seguire i corsi organizzati dal Club Nautico sulle derive per poi piano piano passare alle imbarcazioni di altura di amici, fino poi ad avere una barca tutta mia». —
FRANCESCA VATTERONI
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