Il Tirreno

il grande spreco 

Rete idrica colabrodo: si disperde il 52,7% dell’acqua prelevata

Rete idrica colabrodo: si disperde il 52,7% dell’acqua prelevata

Maglia nera a Licciana (58,6%), Bagnone il più virtuoso (11,4%) L’Ait: investimenti di Gaia insufficienti. Fi propone il modello Parigi

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LICCIANA NARDI

Liciana Nardi ha la maglia nera nella graduatoria dei Comuni colabrodo: il 58,64% dell’acqua che viene prelevata dalle sorgenti e dalla falda si spreca per la strada per arrivare ai rubinetti. Bagnone è ivece il Comune più virtuoso:che lascia al sottosuolo l’11,4% del patrimonio idrico prelevato. Complessivamente nel territorio provinciale si verifica una dispersione idrica del 52,75%, di cui il 46,84% si trova nella rete gestita, da Gaia Spa. Sono dati forniti da Ait (Autorità idrica toscana) e Istat che il gruppo di Forza Italia in consiglio regionale ha elaborato e diffuso in questi giorni. Dati preoccupanti: nell’area i Massa Carrara i comuni maggiori perdono oltre la metà del proprio patrimonio idrico: Carrara il 58,07%, Massa il 50,3% e poi ancora tra i livelli di dispersione più alta ecco anche il 57,33% di Aulla, il 57,25% di Podenzana, il 52,76% di Villafranca in Lunigiana, il 52,14% di Pontremoli e il 51,9% di Fosdinovo. Un territorio colabrodo.

A fronte di questa gigantesca perdita di risorse, dice il capogruppo di Fi in consiglio regionale Maurizio Marchetti, «Gaia oppone livelli di investimento in manutenzione straordinaria che la stessa Autorità idrica toscana valuta come “inferiore ai livelli medi previsti di spesa annua” invitando a “gestione efficiente” nonché a “futuri investimenti” come compensazione».

Che fare per ridurre lo spreco d’acqua? «A sinistra – riflette il Marchetti – sento parlare di ripubblicizzazione. Anche io mi colloco su questa posizione, non foss’altro che nel rispetto dell’esito del referendum con cui i cittadini hanno espresso questa volontà. Ma il modello di holding regionale prospettato dal presidente della Regione Enrico Rossi non ci convince: un nuovo carrozzone poco funzionale. Bisogna individuare tutti insieme quello migliore per la Toscana. Io ad esempio ho studiato un po’ il tipo di gestione che a Parigi si è rivelato efficace in termini di abbattimento tariffario e investimenti sulle reti. È un sistema che per le nostre normative potrebbe dirsi affine a quello dell’Agenzia speciale prevista dal Testo unico degli enti locali. È uno spunto. Su materie come queste nessuno deve innamorarsi ideologicamente delle vie facili. Pensiamoci con serietà, informiamoci e poi la maggioranza ci dia una proposta su cui lavorare e riflettere ». —



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