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«Il lavoro nero è un’emergenza» Confartigianato lancia l’allarme

«Il lavoro nero è un’emergenza» Confartigianato lancia l’allarme

«Nella nostra provincia il binomio crisi-lavoro sommerso minaccia le imprese» Il direttore Mascardi: «Gli artigiani si lamentano della concorrenza sleale» 

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MASSA-CARRARA. «Quella del lavoro nero sta diventando un'emergenza che assieme alla crisi sembra non avere fine». A lanciare l'allarme è il direttore provinciale di Confartigianato Gabriele Mascardi.

«È una battaglia che portiamo avanti da anni, con qualche successo ma anche fra tanta indifferenza perché, in questo nostro paese, l'arte di arrangiarsi è vista con una certa benevolenza se non proprio con simpatia. Ma è arrivato il momento di smetterla di considerare questo fenomeno un male necessario. È una piaga che infetta il tessuto produttivo del nostro Paese, una vile scorrettezza nei confronti di chi paga le tasse. La crisi ha accentuato l'abusivismo a dismisura. C'è chi fa il doppio lavoro, ci sono anche tanti cassintegrati o lavoratori in mobilità che in questo modo cercano di arrotondare. C'è poi chi decide di chiudere bottega e lavorare a casa: dalle parrucchiere ed estetiste ai meccanici. E si passa agli idraulici agli elettricisti ai muratori, imbianchini e specialisti nel settore delle costruzioni. I rilevamenti dell'Istat parlano di un vero e proprio esercito che in Italia può contare su un oltre tre milioni di lavoratori invisibili con una perdita per il fisco che si aggira sui 40 miliardi l'anno».

«Inutile sottolineare -ha proseguito Mascardi- che tale piaga è particolarmente acuta nella nostra provincia in cui il binomio crisi-lavoro sommerso cresce di pari passo minacciando in particolar modo le nostre piccole e medie imprese. Sempre più di frequente gli artigiani presso i nostri uffici si lamentano, impotenti, della concorrenza sleale di chi opera senza rispettare le leggi sottraendo, aggiungiamo noi, gettito alle casse dello Stato e minacciando al tempo stesso la sicurezza dei consumatori. Un sistema malato che penalizza sia lavoratori stessi che vedono negati i loro diritti e pregiudicata sicurezza e dignità sia la società stessa in quanto il sommerso è strettamente correlato a fenomeni quali lo sfruttamento dell'immigrazione clandestina e le frodi in danno del sistema previdenziale. Sarebbe fin troppo facile sostenere che se tutti pagassero le tasse queste risulterebbero più eque per tutti. I politici, impegnati a fare altro, non hanno mai voluto affrontare seriamente e in modo definitivo quest'emergenza».

Una stoccata anche alle iniziative di stampo 5 Stelle proposte o attuate dal governo. «Personalmente lo stesso Decreto dignità ed il promesso reddito di cittadinanza sembrano andare in direzione contraria. Non servono interventi o dichiarazioni da campagna elettorale, il fenomeno del sommerso va affrontato una volta per tutte e combattuto senza ipocrisie e in modo strutturale. Come? Intervenendo sulle cause che lo producono e gli consentono di prosperare. In particolare tutto ciò che ostacola l'attività delle imprese che lavorano alla luce del sole. Partendo dalla riduzione del carico fiscale e contributivo troppo elevato e dall'eccesso di burocrazia ed incentivando le misure dissuasive e di stimolo all'emersione, sostenendo l'attività di controllo eseguita dagli organi preposti. Occorre agire all'origine del male - ha aggiunto Mascardi - ripristinando innanzitutto quella cultura della legalità che il nostro paese ha smarrito da tempo. E' necessario come mai prima un intervento repressivo e un improcrastinabile varo di normative che vadano ad equilibrare i costi del lavoro». —
 

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