Sicurezza
Persiani contro Rossi: la Regione svilisce i sindaci
E sul caso Vico: «Non possiamo cancellare la storia, non è che con il centrodestra ci sia una cultura liberticida, contestiamo il fatto e accerteremo le responsabilità»
MASSA
“Non possiamo cancellare il passato, è storia, e non credo che la città di Massa abbia bisogno di queste polemiche per crescere». Così il sindaco Francesco Persiani, ospite al dibattito della Festa Tricolore dei Fratelli d’Italia al Parco della Comasca, torna sul caso dell’incappucciamento della statua del partigiano “Vico” in municipio. «Non si può pensare che, soltanto perché si sia insediata una amministrazione di centrodestra, allora debba esserci una cultura liberticida. Sono retaggi che vogliono impedire l’alternanza democratica derivata da elezioni trasparenti e libere. Siamo in prima linea per contestare il fatto, accerteremo i responsabili e ripareremo, ma restituiamo al mittente le affermazioni di Enrico Rossi in quanto considero “vergognoso” piuttosto ciò che è accaduto alla sanità locale o alle bonifiche non attuate, mantenendo ancora alto il rischio di tumori per la popolazione».
Vicino ai 100 giorni di mandato, Persiani prova a fare un primo bilancio della propria azione di governo, iniziando proprio con la critica all’amministrazione precedente e a quella regionale. «I problemi sono tanti e difficili, mancano risorse economiche e vi è un eccesso di burocrazia. Abbiamo ereditato un territorio da sistemare sotto tutti i profili e in tutte le zone, dalle montagne al mare. I centri storici sono abbandonati, non abbiamo un museo storico stabile, il corpo di polizia municipale non copre tutti i servizi. Non si può pensare solo a tenere i bilanci in pari perdendo di vista che è doveroso far funzionare una macchina amministrativa. In questi anni è mancata una vera programmazione. Anche il turnover andava pianificato, visto che il prossimo anno con la legge Fornero andranno in pensione 80/100 persone».
Viene inoltre criticato il forte accentramento della Regione Toscana. «Sono stati creati macro-ambiti territoriali in tutti i settori (sanità, trasporti, acqua, rifiuti) e nelle varie assemblee non si decide mai nulla. L’aggregazione dovrebbe essere provinciale o almeno di territori omogenei. Il singolo Comune conta pochissimo, ogni decisione è impedita da un sistema burocratico per cui certe scelte vengono rimandate necessariamente alla Regione. Si svilisce così il potere dei sindaci».
Sui bandi delle periferie fa chiarezza l’assessore Marco Guidi: «Il bando è stato bloccato da un emendamento al milleproroghe del governo. I finanziamenti arriveranno, ma sono stati plasmati su 3 anni. Dei 14 milioni assegnati a Massa ne vengono erogati subito 800 milioni per finanziare solo i progetti esecutivi. Il Comune ha presentato in tempo i suoi progetti che riguardano il rifacimento del palazzo di Via Pisacane, la riqualificazione della Rinchiostra e della stazione e interventi strutturali su tre scuole. Poi verranno finanziati gli altri progetti, minori ma comunque qualificanti».
Il capogruppo di Fdi Alessandro Amorese che ha coordinato la festa ha rilanciato i temi del suo partito, dal rilancio del turismo, alla riqualificazione dei Ronchi, l’omologazione delle pensioni integrative del marmo tra Massa e Carrara e soprattutto l’istituzione del “Bilancio Sociale”, per affrontare situazioni di emergenza come assegnazione alloggi, messa a norma, casi di dipendenza risolti. —
DANIELA MARZANO
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