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L’Anpi: il sindaco condanni chi attacca la Resistenza

DANIELA MARZANO

L’associazione partigiana chiede al primo cittadino un atto «che tranquillizzi la cittadinanza sui valori democratici». Alle 17,30 la manifestazione sotto il municipio

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MASSA

“Il rispetto della Costituzione, che è la carta per tutti costruita sui valori della resistenza, democrazia e libertà non deve avere colore politico. Ci aspettiamo al più presto dal sindaco Persiani una posizione netta contro le affermazioni fatte dal presidente del consiglio comunale che ledono la memoria storica della nostra Resistenza, al fine di ricomporre una frattura che crea solo delle barricate che minano la coesione di una cittadinanza». L’Anpi sezione di Massa esprime così la sua condanna ai recenti fatti e motiva la sua richiesta al sindaco con documento presentato in conferenza stampa da Elena Cordoni, Oliviero Bigini, Nino Ianni e Ubaldo Vignali presso il Museo della Resistenza. La data scelta per la conferenza, il 16 settembre, serve a confermare la partecipazione dei Partigiani al sit-in organizzato spontaneamente dai cittadini per oggi i sotto il comune alle 17.30, è una data simbolica, perché ricorda l’eccidio delle Fosse del Frigido e la strage di Bergiola Foscalina.

«Noi dell’Anpi siamo rimasti colpiti ma anche stupiti che si siano messi in dubbio il valore della resistenza e il ruolo dei partigiani – dichiara Elena Cordoni - perché pensavamo che questi fossero valori condivisi da tutti. Una città decorata con Medaglia d’oro al Valor Civile, che tiene i suoi consigli in una sala dedicata al 10 aprile (liberazione di Massa), non si merita un presidente del consiglio comunale che ha avuto il coraggio di dichiarazioni che hanno portato a conseguenze gravi, come l’incappucciamento della statua di Vico. Benedetti ha messo sullo stesso piano i morti della seconda guerra a prescindere dai loro ruoli, ha fatto una guerra di simboli mettendo in campo anche i crocifissi, ha ignorato che la la formazione partigiana dei Patrioti non era comunista, e che fu guidata persino dal religioso domenichino Pietro del Giudice. Il Presidente ha dimostrato di non conoscere i termini della convenzione tra Anpi e Comune e probabilmente non ha mai visitato questo museo, perché dimostra di non conoscere la storia». Rifiutiamo questo revisionismo storico – conclude la Cordoni - e ci aspettiamo un atto del sindaco che tranquillizzi la cittadinanza sui valori democratici, perché ogni dibattito e contrasto in politica non deve invadere il terreno più importante dei valori che costituiscono il fondante di una società».

Interviene anche Stefano Alberti, consigliere del Pd: «Il sindaco mette le mani avanti "No alle offese e alle piazzate" in vista della manifestazione. Stia tranquillo. Le distanze le deve prendere da questo rigurgito di scontro, di intolleranza alimentato da una figura istituzionale indegna di rappresentare la nostra comunità». —

DANIELA MARZANO

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