Il Tirreno

la manifestazione 

Oltre trecento in corteo contro razzismo e fascismo

Oltre trecento in corteo contro razzismo e fascismo

A Caniparola la festa “Sleghiamoci” promossa da una galassia di sigle di sinistra Matteo Bartolini dell’Arci: importante esser qui per contrastare le destre

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FOSDINOVO

Oltre trecento persone ieri a Caniparola per la mobilitazione “Sleghiamoci”, festa antirazzista, antifascista e per la giustizia sociale promossa da una galassia di movimenti e associazioni delel province della Spezia e di Massa Carrara.

Quando il corteo parte, dal supermercato Pam, intorno alle 16,30, i partecipanti sono quasi 150. Nel corso del tragitto verso il “Teatro della Resistenza” nel quale poi si sviluppa il concerto e la festa, le persone aumentano, alla fine saranno trecento e forse più. Tante le voci che si alzano dal variopinto e pacifico corteo. «Importante essere qui perché l'importante è manifestarci. Questa galassia nera si prende le piazze virtuali manipolando la verità. Importante è riprendersi le strade, lo spazio materiale, dei corpi che si incontrano e che ricreano quei valori che loro violentano», dice Marco Rovelli, scrittore, insegnante e musicista di Massa.

«Importante esserci perché è importante tenere alta la guardia rispetto al clima che stiamo vivendo. È importante questa festa perché mette al centro il legame fra antirazzismo e giustizia sociale, se viviamo questo clima è perchè le condizioni di vita in questo paese sono peggiorate. Se si vuole contrastare la destra più becera è necessario affrontarla in questo modo nel quadro democratico ovviamente», gli fa eco Matteo Bartolini dell’Arci Massa Carrara.

«L’Italia? Non può essere considerato un Paese razzista: io con i miei compagni siamo ospiti graditi di un centro di accoglienza a Canepari. Stiamo benissimo. Certo, vorremmo lavorare. Siamo operai, autisti, e in grado di fare qualsiasi cosa, se ci fosse l’opportunità potremmo renderci davvero utili alla comunità. Perché sono qui? Perché, come dice uno striscione della giornata “siamo tutti sulla stessa barca». È la voce di Koussoube Yacouba, venticinquenne immigrato della Costa D’Avorio in corteo a Caniparola.

Ci sono anche i politici, come l’ex parlamentare di Rifondazione Sergio Olivieri, l’ex assessore alla cultura a Sarzana e già funzionario alla soprintendenza per i beni storici, artistici della Liguria Piero Donati, l’ex capogruppo di Rifondazione a Sarzana Enrico Briganti. C’è l’ex sindaco di Ortonovo (oggi Luni)Francesco Pietrini, il quale dice: «Sono stato sindaco Pd, è vero, ma la mia formazione politica è di sinistra e l’ho sempre dimostrato, un dovere essere qui, perché la deriva politica che stiamo vivendo di questi tempi è davvero preoccupante».

In viale Malaspina ci sono oltre trenta gradi, le forze dell’ordine sono presenti in forze: polizia, carabinieri, digos e polizia locale di Fosdinovo osservano con discrezione, i vigili dirigono il traffico. Il camioncino che apre il corteo suona Manu Chao e Rino Gaetano. E a grande richiesta Bella Ciao. La sinistra apuana e quella ligure trovano così un momento di unità e di orgoglio. Una ragione in più, l’antifascismo per ritrovare un percorso comune «perché in val di Magra e nella provincia di Spezia, così come a Massa non si può vedere una destra populista nei governi locali: un insulto alla storia», dice un militante.

Al parco della Resistenza ci sui ristora con vino, panini. Sul palco, gli interventi dei promotori e poi tanta musica. —

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