La manifestazione
Genio e Provincia li sospendono e avviano un procedimento
I dipendenti di Palazzo Ducale e quelli della Regione percepiscono soltanto un assegno alimentare che è il 50% circa dello stipendio
MASSA
Cosa debba fare l’ente pubblico quando per un suo dipendente scatta la misura cautelare lo disciplinano le norme. E a quelle norme si sono attenuti il Genio e la Provincia, sospendendo dal lavoro chi è coinvolto nell’indagine sull’assenteismo e attivando un procedimento disciplinare interno.
Quel procedimento deve essere distinto dall’inchiesta penale e dagli esiti di quella stessa inchiesta. Accanto ad un piano penale, quello del tribunale - per semplificare - c’è quindi un piano propriamente disciplinare che riguarda i rapporti tra lavoratore e datore di lavoro.
Gianni Lorenzetti, presidente della Provincia, conferma l’attivazione del procedimento disciplinare a carico degli otto indagati, dipendenti di palazzo Ducale. Procedimento - aggiungono i legali degli indagati - che è stato attivato anche dalla Regione a cui risponde il Genio civile. Primo step del procedimento è stata, come dicevamo, la sospensione per cui i lavoratori coinvolti nell’inchiesta in ufficio non possono andare.
«Il procedimento - spiega Pietro Leoncini, segretario generale della Provincia - è previsto dal testo unico del pubblico impiego. I dipendenti sono stati sospesi e il procedimento in questione è in corso. Al dipendente sono assicurate tutte le garanzie del caso e, assistito da un legale, viene ascoltato». Fornisce la sua versione, ma può anche produrre atti o memorie a sua difesa per dimostrare all’ente per cui lavora di essersi comportato correttamente».
Nell’ambito del procedimento disciplinare attivato dalla Provincia e dal Genio, alcuni lavoratori sono già stati convocati dagli enti.
La sospensione e l’attivazione del procedimento prevedono anche che il dipendente pubblico non percepisca lo stipendio.
Le norme in materia stabiliscono che venga erogato il cosiddetto assegno alimentare. Insomma, una cifra - per chiarire - che consenta al lavoratore di potersi mantenere. Quella cifra è pari al 50% dello stipendio percepito.
La sospensione dal lavoro disposta dalle amministrazioni pubbliche non deve essere confusa con le misure interdittive eventualmente disposte dal gip. Infatti anche nel caso in cui il giudice delle indagini preliminari decidesse di revocare la misura interdittiva che impedisce di svolgere funzioni o servizi pubblici, il dipendente in ufficio non potrebbe comunque andare. Proprio perchè accanto al piano penale, permane quello disciplinare dei rapporti tra ente e lavoratore. —
C.S.
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