Il Tirreno

l’inchiesta della corte dei conti sulla dogana dello scalo aeroportuale: coinvolto un carrarese 

Filmati in ufficio con pigiama e ciabatte

PIETRO BARGHIGIANI

Aeroporto Galilei, chiesti 620mila euro di danni a tre dirigenti e nove dipendenti. Gli imputati dormivano sui materassini

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PISA

In pantofole e pigiama durante l’orario di lavoro. Era il turno di notte e allora come letto, con giacigli allestiti alla bisogna negli uffici, usavano materassini e sacchi a pelo.

Ci sono le riprese video della Guardia di finanza durate una ventina di giorni a fine 2014 a raccontare per immagini quello che, per la Procura della Corte dei conti, sarebbe uno spreco di soldi a carico dell’erario. L’ambientazione è all’interno dell’aeroporto Galilei e i protagonisti sono i dipendenti dell’Agenzia delle dogane. Qualcuno è stato anche visto andare verso il bagno in ciabatte munito di asciugamano nelle ore in cui avrebbe dovuto aspettare l’arrivo dei passeggeri.

È a loro, e ai vertici che avevano istituito il notturno, che la magistratura contabile ora chiede circa 620mila euro di risarcimento danni. Con quasi 600mila euro pretesi dal funzionario responsabile della sezione operativa territoriale del Galilei e dai due direttori pro tempore che si sono succeduto all’ufficio delle dogane. Ai nove funzionari vengono, invece, chiesti 2mila euro a testa. Sono sotto processo davanti alla Corte dei conti e risiedono tra Vicopisano, Cascina, Carrara, Pisa, Collesalvetti, Empoli e Camaiore. La premessa è che sugli stessi fatti a livello penale c’è stata l’archiviazione. Eccetto che per un dipendente che sarebbe stato filmato mentre lasciava l’aeroporto durante l’orario di lavoro.

All’origine della contestazione la decisione presa dalla dirigenza di «disporre con condotta gravemente colposa, in asserita assenza di ogni logica valutazione, l’attivazione, a partire dal 2011, di una turnazione H24 rispetto a un turno 8-24, con la novità del turno 00-8, coincidente con il tempo di chiusura ordinaria dell’aeroporto». Il costo del personale aumentò del 25 per cento annuo. «L’inutilità della copertura della fascia notturna sarebbe confermata dalla circostanza, anche attraverso l’ausilio di telecamere appositamente installate, per cui il personale, durante la predetta fascia notturna, sarebbe stato solito riposare mediante l’uso di lettini da campeggio, materassi gonfiabili e sacchi a pelo» rimarca il procuratore contabile.

Stando all’informativa della finanza nel periodo 2009-2014 c’è stata «una media di 40 voli annui in ritardo oltre la mezzanotte e un limitato transito di passeggeri “fuori orario” per gli anni 2012 e 2013)». Aggiunge la Corte dei conti, «a fronte di un unico volo al mese in arrivo in ritardo a Pisa, sarebbe stata prescelta la soluzione organizzativa, ritenuta abnorme e illogica, dell’istituzione di un turno notturno per l’intero anno, a fronte del possibile pagamento di uno straordinario di 4/5 ore al mese». Con il personale che ha, comunque, continuato a percepire lo straordinario in quota fissa. Secondo i finanzieri i turnisti notturni allo scoccare della mezzanotte si attrezzavano con materassini o lettini da campeggio. «Il “rituale” di andare a riposare dopo la mezzanotte sarebbe stato osservato anche nei casi, definiti rari, di voli atterrati “fuori orario”, rispetto ai quali, peraltro, non sarebbero stati effettuati controlli ai passeggeri in transito né redatti verbali, a testimonianza di un turno sostanzialmente inutile». —

PIETRO BARGHIGIANI

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