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Rinasce l’Orto della legalità e a coltivarlo sono i bambini

GIANLUCA UBERTI
Rinasce l’Orto della legalità e a coltivarlo sono i bambini

Via smartphone e tablet, per un giorno i piccoli raccolgono pomodori, zucchine  e fagiolini che avevano seminato nei mesi scorsi. E così il quartiere rinasce

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ALBIANO MAGRA

Per una giornata bambini e ragazzi molleranno gli smartphone, c’è Madre Terra che li aspetta. E fa niente se “la terra è bassa”, come recita un detto antico, per un intero pomeriggio ci si può sporcare le mani e raccogliere frutti e ortaggi seminati nei mesi scorsi, da marzo/aprile in poi.

Ed è quello che accadrà domani nella frazione aullese di Albiano Magra, presso il quartiere di Sottorivazzo, dalle ore 14 alle ore 20, con gli abitanti del quartiere che aspettano mamme e papà per trascorrere un pomeriggio "differente" assieme ai più piccoli.

Si tratta di bambini e ragazzini fra i 5 e i 14 anni di età, provenienti non solo dal quartiere di Sottorivazzo, ma anche da Aulla, da Santo Stefano Magra e da Ceparana di Bolano. Piccoli agricoltori che si sono dati molto da fare: hanno seminato, hanno innaffiato piantine di pomodori e di zucche, di cetrioli e di fagiolini, dando vita a quello che era nato come “Orto della legalità”, e che ora si apre ancora di più all’esterno attraverso la bella iniziativa di domani pomeriggio, supportata dai produttori della "CampagnaAmica" di Coldiretti.

L’idea dell’”Orto della legalità” nasce nel 2014, dopo la necessità di creare un’area contro la disgregazione sociale, in un luogo che, di fatto, rappresentava il tipico caso di cementificazione selvaggia. Un intero quartiere privo di svago per i bambini, che, nel tempo, sarebbe diventato, inesorabilmente, un dormitorio.

Scrive il consigliere comunale aullese di opposizione Arturo Andrea Demetrio, ideatore dell'iniziativa, su Facebook: «Nella primavera del 2016, fortemente voluto dall'amministrazione comunale guidata allora dalla sindaca Silvia Magnani, iniziarono i lavori sia per la realizzazione del parco giochi intitolato al giudice Giovanni Falcone, con il posizionamento di giostrine, sia quelli relativi all’orto. Purtroppo, però, A pochi mesi dall'inaugurazione, il Comune fu commissariato ed il progetto di recupero di quella zona si arenò. Il degrado, generato dall'abbandono del luogo, era inconcepibile, ma, soprattutto, indecoroso. Noi del quartiere lo abbiamo ripristinato, da soli, continuando a manutenerlo a nostre spese, pur di regalare un sorriso ai bimbi non solo residenti, ma addirittura delle zone limitrofe. Il parco ha un suo perché, l’orto ancora di più. Cerchiamo di regalare ai più piccoli la possibilità di usufruire ed affezionarsi a qualcosa di diverso rispetto alle mode tecnologiche, nel rispetto della natura e della vita generata dalla terra».

Ma i promotori di questa iniziativa guardano ancora più in là. Adesso il sogno è quello di creare altri orti, facendo ruotare attorno a questi luoghi anche altre attività ed iniziative dal grande impatto sociale. «Grazie a tutti i ragazzi del quartiere per quello che fanno quotidianamente, in modo gratuito, e un grazie a chi, spontaneamente, si è avvicinato a noi, supportandoci», conclude Arturo Andrea Demetrio, che a Sottorivazzo ci vive. —

GIANLUCA UBERTI



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