Sicurezza
Il sindaco evoca la congiura «I responsabili sono a sinistra»
Per Persiani i responsabili «sono fuori dal palazzo, un’azione per distrarre la gente Prima gli attacchi omofobi, poi alle donne e ora questo»
MASSA
«Cui prodest? A chi giova un gesto del genere? Io penso che venga da un ambiente politico diverso da quello del presidente Benedetti: è una strumentalizzazione per danneggiare l’amministrazione». Il sindaco Francesco Persiani è sicuro: chi ha messo un sacco nero sulla testa della statua del comandante Vico va cercato «fuori dal palazzo». E nel campo avverso a quello dell’amministrazione. A sinistra.
«Benedetti ha espresso una sua opinione, per quale ragione poi mettere un sacco nero? Per danneggiarsi da soli? È una questione logica», continua il sindaco. «Si fanno queste cose per fare caciara contro l’amministrazione, per distrarre dai problemi veri che ci sono. Io sono andato a S.Anna di Stazzema per le celebrazioni della strage. Ma questo non lo ricorda nessuno».
Per Persiani c’è un disegno politico, quasi un complotto. «Prima gli attacchi omofobi, poi alle donne, ora ai partigiani. Sono episodi strumentali contro di noi. Io rispetto l’Anpi anche se non credo che i suoi valori in questo momento portino un contributo».
Palla nell’altro campo. Una risposta indiretta la dà la deputata Pd Martina Nardi. «Mi auguro che il sindaco di Massa Francesco Persiani prenda subito le distanze da questo gesto e rassicuri i cittadini massesi che la statua non verrà spostata dall’atrio della casa comunale, perché la memoria della nostra comunità non si nasconde e non si calpesta». Fa risalire le responsabilità alla “linea culturale” dell’amministrazione anche il segretario del Pd Luca Perinelli. «Dovevano darci sicurezza e pulizia. Per ora solo odio con cui sporcare la nostra memoria. Non è pensabile che nei luoghi che rappresentano le nostre istituzioni si possano compiere atti di questa gravità. Il limite del rispetto dovrebbe essere tutelato da chi ci rappresenta, la nostra storia, quella che ci rende orgogliosi, quella che rappresenta la nostra libertà di oggi, da questi difesa».
E una nota critica contro Benedetti la scrivono anche le forze di minoranza, a firma dei consiglieri Elena Mosti, Gabriele Carioli, Uilian Berti e Agostino Incoronato, «Benedetti minimizza prima e poi punta sull’Anpi. Una risorsa fondamentale per la nostra città, che promuove iniziative volte a difende i valori della nostra Carta Costituzionale. Se Benedetti crede che la storia si libera interpretazione del momento, noi non ci stiamo. Il fascismo non è il contratio del comunismo, ma della democrazia. Chiediamo al sindaco e all’amministrazione di prendere le distanze da tali affermazioni e aumentari i finaziamenti per l’Anpi». Lunedì era stata annunciata una protesta in consiglio comunale contro il presidente, che ora si rinfocola di nuovo. E si pensa di chiedere la sfiducia del presidente Benedetti. —
L.R.D.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google