Sicurezza
Falda e bonifiche 150 privati aprono le porte di “casa” per fare i controlli
Al via i campionamenti in 260 punti, molti in terreni privatiIl sindaco: non un’intrusione, ma uno studio fondamentale
MASSA
Comune, Regione, Ministero dell’ambiente, Arpat ed Asl suonano al citofono di casa tua. E chiedono di entrare, con tanto di macchinari e strumentazioni al seguito: sul tuo terreno, orto o giardino si trova uno dei 260 punti in cui devono essere effettuati prelievi e campionamenti di acqua. Lo scopo è nobile: passare al setaccio la falda, in area Sin e Sir, e disegnare una mappa precisa.
Non più uno studio puntuale, vale a dire di una singola zona, ma una fotografia di un’ampia porzione del territorio per mille ettari complessivi: parte della zona industriale e le aree residenziali limitrofe. Partaccia, Bondano, Casone, Ricortola, Marina e risalendo Alteta, Tinelli, Castagnola di sotto. Fotografia necessaria per realizzare la successiva bonifica della falda che Massa attende da 30 anni. Solo quando quella fotografia sarà scattata e i tecnici sapranno nel dettaglio quali e quanti agenti inquinanti sono presenti, sarà, infatti, possibile avviare la fase B: prelievo delle acque, depurazione, quindi ri-immissione nella falda. Ma prima della bonifica è indispensabile lo studio e i 260 punti si trovano, in gran parte, in “casa” di privati. Sono, interessati, infatti, 150 cittadini e un centinaio di aziende. L’amministrazione li ha “censiti” e da oggi inaugura una serie di incontri esplicativi. Ma il messaggio è già chiarissimo, fin da ora: i campionamenti, qualsiasi sia il risultato delle analisi, non puntano ad accertare responsabilità in ambito penale, ma esclusivamente a raccogliere dati scientifici preliminari alle bonifiche.
Una rassicurazione per motivare - se ve ne fosse bisogno - ad aprire le porte a chi deve campionare e mappare l’area. Del resto i tempi sono stretti perchè i primi prelievi vanno eseguiti in ottobre quando è atteso il livello minimo della falda, per essere ripetuti nel marzo quando, invece, dopo le piogge invernali, il livello di falda dovrebbe essere massimo. I soldi per la fase di indagine e quella di bonifica già ci sono: 17 milioni che arrivano dritti dritti dalla Regione.
È la Regione, infatti, che, insieme agli enti locali e al Ministero dell’ambiente si è fatta promotrice dell’accordo di programma del settembre 2016 che ha dato un’accelerata al percorso per la bonifica. Percorso lungo il quale qualche bandierina è già stata piantata: se per la falda, infatti, siamo ancora alla fase di studio, i lavori di bonifica nell’area davanti alla colonia Torino e in area Stadio sono al via (leggi articolo sotto).
Adesso partono anche le analisi sulla falda: «È un’occasione importante - precisa Simone Fialdini, geologo del Comune - per sistematizzare dati fino ad ora slegati e derivanti, ciascuno, da singole caratterizzazioni. Mappare significa anche individuare le aree dove dovremo concentrare i nostri sforzi». Una raccolta dati, con l’impegno a metterli a disposizione del cittadino: «Gli accessi nei terreni dei privati - ci tiene a puntualizzare il sindaco Francesco Persiani, durante una conferenza stampa ad hoc - non devono apparire come un’intrusione, questa fase rappresenta un passaggio fondamentale per le bonifiche della falda che il territorio attende da anni».
Le operazioni saranno dirette da Sogesid, società in house del ministero dell’ambiente con il supporto tecnico delle società che si sono aggiudicate l’appalto: TB Teseco Bonifiche srl, Palma Service srl, Biochemie LAb Srl e AquAle sprl, coordinate dal geologo massese Andrea Piccinini. L’obbiettivo è riconsegnare quei 1000 ettari bonificati nel 2020. —
CHIARA SILLICANI
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