La manifestazione
«Con il Garibaldi chiuso per noi è un vero disastro»
Delusione e sconforto tra i negozianti dopo la notizia dell’asta andata deserta C’è chi suggerisce un cinema più specializzato e chi lamenta lo scarso marketing
carrara
Con la chiusura del Garibaldi Carrara si ritrova di nuovo senza un cinema. Gli esercenti di via Verdi non ci stanno e rilanciano: la sala deve riaprire con nuove idee. Ci troviamo nella “via dell’arte”, che dall’Accademia di Belle Arti passa davanti a palazzo Binelli e la fondazione Conti per giungere fino al Centro Arti Plastiche.
La luce del Garibaldi è spenta dallo scorso maggio: lo scorso giugno il Comune ha bandito una gara per affidare nuovamente la gestione del cinema, ma l’asta è andata deserta. Se il prossimo bando andasse in porto il cinema potrebbe riaprire già a novembre, altrimenti il suo destino resterà incerto. «Senza un cinema non si può andare avanti – afferma Paolo Giacomelli, il titolare del Bar Giotto di fronte al Garibaldi – spetta all’amministrazione trovare una soluzione. Io ho dato loro fiducia, ma capisco che abbiano bisogno dei loro tempi: hanno preso in mano una città disastrata».
Giacomelli confida che un nuovo gestore salterà fuori: «Se invece non dovesse andare così ci arrangeremo, come abbiamo fatto in quei sei anni in cui il cinema è rimasto chiuso. Anche se, come tutte le attività del centro storico, fatichiamo a tirare avanti».
L'ultimo gestore della sala cittadina è stato Silvano Andreini, titolare di altri cinema in Liguria, come il Cinema Nuovo di La spezia, l'Astorina di Lerici, le arene estive di Lerici, Porto Venere e quella de La Pinetina a La Spezia. «Ha organizzato alcune iniziative efficaci, come il cinema con merenda per i più piccoli – ricorda Giacomelli – noi bar eravamo d’accordo a restare aperti una domenica ciascuno per partecipare. Forse però è mancata la pubblicità, perché al di fuori di questi eventi l’affluenza al cinema è sempre stata molto bassa. Portandoci poco lavoro».
«La città senza un cinema è triste», osserva di Riccardo Mazzei, che con Raffaella Pieretti gestisce la Casa del caffè proprio accanto al Garibaldi. «L’ultimo gestore è stato squisito, coinvolgendo noi locali nelle merende per i bambini. Le mamme erano contentissime di poter finalmente portare i loro figli al cinema a Carrara. Normalmente, però al Garibaldi staccavano non più di 5 biglietti al giorno. Faceva un cinema di livello ma troppo commerciale. Gli servirebbe una marcia in più».
Questa la proposta di Mazzei: «Oggi il cinema risente della spietata concorrenza dei multisala. Perché allora non puntare a un pubblico diverso, specializzandosi nel cinema d’essai? E organizzare l’offerta in rassegne tematiche: tutto Fellini, ad esempio, o tutto western. Mantenere pomeriggi dedicati ai bambini. E fare molta, molta più pubblicità. Ci vorrebbe qualcuno che conosca il territorio, abbia passione per il cinema e sia disposto a investirci. Io ho scelto via Verdi anche per questo». Alessandra Maggiani, commessa della casa del caffè, aggiunge: «Pochi cinema possono vantare una facciata splendida come il Garibaldi. Eppure non ha nemmeno un'insegna che spieghi che è un cinema: i turisti non lo trovano». Andrea Ghinoi, proprietario dell’omonimo bar tabaccheria, crede che la seconda asta non andrà deserta: «C’è un gioco a riabbassare le tariffe. La speranza naturalmente è che il cinema riapra. Questa strada dovrebbe essere un punto di forza della città: se la sistemassero allora sì che tornerebbe attrattiva». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
