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Nuova gara per il cinema Garibaldi, la sala potrebbe riaprire a novembre

David Chiappuella
Nuova gara per il cinema Garibaldi, la sala potrebbe riaprire a novembre

A giugno non si era presentato nessuno, la novità adesso sarà un sostanziale abbassamento dei costi di gestione

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CARRARA

Si è appena concluso il festival di Venezia ed è iniziata la nuova stagione cinematografica, ma al momento Carrara, città natale di Floris Ammannati, direttore della mostra veneziana dal 1956 al 1959, resta nuovamente senza un cinema.



In una città dove attualmente, a parte l’importante eccezione rappresentata dalla rassegna estiva del Baluardo, non esistono più luoghi dedicati alla settima arte la notizia che un carrarese sia stato direttore della mostra cinematografica per eccellenza, occupando la stessa carica ricoperta in seguito da personaggi quali Gian Luigi Rondi, Carlo Lizzani e Gillo Pontecorvo, ha sicuramente dell’incredibile.

Ma per verificarne la fondatezza basta connettersi ad internet e constatare che negli archivi della Biennale di Venezia è ancora custodito il telegramma con cui Anthony Quinn, nel 1958, ringraziava Ammannati, direttore della 19a edizione della Mostra del cinema, per averlo invitato alla rassegna. Nei giorni scorsi la sala comunale “Garibaldi” ha riaperto le porte in occasione delle proiezioni di “Con-vivere” e presto ospiterà gli spettacoli teatrali, in sostituzione degli Animosi, la cui riapertura appare ancora lontana. La ripresa dell’attività cinematografica, però, non è ancora sicura.



Lo scorso giugno il Comune ha bandito una gara per affidare nuovamente la gestione del cinema, chiuso da maggio. Ad essa, però, non ha partecipato nessuno, a causa degli elevati costi di gestione ed affitto. Gli uffici comunali stanno lavorando per bandire una nuova gara nei prossimi giorni, cercando di fare in modo che le spese di gestione risultino più basse, così da attirare più concorrenti possibile. Se la gara non andrà nuovamente deserta, il cinema “Garibaldi” potrebbe riaprire già da novembre.

In caso contrario, si assisterebbe ad un ulteriore slittamento dei tempi e la sala resterebbe ancora al buio.

Questo sarebbe un fatto molto grave, perché il cinema, oltre che occasione di svago e divertimento, è indice della civiltà e del livello culturale di una intera comunità.



La chiusura del “Garibaldi”, inoltre, va anche a peggiorare la situazione di degrado in cui versa via Verdi. L’ultimo gestore della sala cittadina è stato Silvano Andreini, titolare di altri cinema in Liguria, come il Cinema Nuovo di La spezia, l’Astorina di Lerici, le arene estive di Lerici, Porto Venere e quella de La Pinetina a La Spezia, arrivato a Carrara nel dicembre 2016, per restituirle un cinema dopo quasi 6 anni.

Nonostante gli scarsi margini di guadagno, Andreini, con grande impegno e professionalità, era riuscito ad inserire il “Garibaldi” in un circuito di nicchia, garantendo un programma di alta qualità fino allo scorso 27 maggio, quando il cinema ha chiuso di nuovo i battenti. Andreini, in particolare, alla luce di quanto avviene in Versilia, dove i comuni prevedono agevolazioni per i gestori cinematografici, avrebbe sperato di ricevere più aiuto da parte dell’amministrazione.

«Il Comune -aveva raccontato il gestore al momento del suo addio a Carrara- non ha nemmeno messo il satellite, previsto dal bando per le dirette. La chiusura dell’attività mi costringe a licenziare tre ragazzi che avevano riposto nel Garibaldi tante speranze per il loro futuro. Per non parlare di tutti i soldi investiti nel passaggio al digitale. Fermando le proiezioni, si rischia di rovinare la scheda in modo irreparabile».

Oltre che in queste dichiarazioni, pubblicate sulla stampa, Andreini aveva espresso la sua amarezza anche in una lettera rivolta a tutti gli amanti del cinema, che è ancora possibile leggere sul sito del “Nuovo cinema Garibaldi”.

Insomma adesso c’è uno spiraglio che suona come “ultima chiamata” per il cinema cittadino. —

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