Il Tirreno

l’indagine 

Truffa alle assicurazioni indagati tre avvocati

Truffa alle assicurazioni indagati tre avvocati

Nel mirino degli inquirenti ci sarebbe anche un medico A carico dei quattro sarebbero scattati i sequestri di documenti e di pc

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MASSA

Secondo gli inquirenti avrebbero costruito ad arte falsi incidenti stradali e con uno scopo: garantire ai loro assistiti il risarcimento danni assicurandosi loro stessi una percentuale su quei risarcimenti.

Un’inchiesta sulle truffe assicurative su cui la Procura sta lavorando da parecchio tempo con tanto di iscrizioni nel registro. Indagati, infatti, tre avvocati che avrebbero offerto ai loro clienti – questa l’ipotesi dell’accusa - tutte le informazioni e “l’organizzazione logista” per mettere in piedi la truffa. Con i tre legali apuani nel mirino sarebbe finito anche un medico: gli investigatori, infatti, hanno puntato gli occhi su tutti i referti con i quali i legali avrebbero provato alle compagnie assicurative l’avvenuto incidente e le conseguenti lesioni riportate dai loro assistiti. La Procura vuole vederci chiaro e ha puntato gli occhi sulla documentazione medico-sanitaria per verificare se, nell’ambito della truffa, siano stati prodotti falsi referti, se i referti siano stati modificati indicando lesioni maggiori di quelle riportate dagli incidentati o se ci sia stata una eventuale sostituzione dei referti con quelli di pazienti con più gravi lesioni. Si tratta, a questo stato dei fatti, di ipotesi investigative.

Per costruire l’impianto accusatorio, la procura, nei mesi scorsi, ha sequestrato parecchio materiale: nelle abitazioni e negli studi dei tre legali sono stati passati al setaccio documenti cartacei e file e sono stati sequestrati, appunto, i computer. Operazione fotocopia anche nello studio del medico. Proprio a seguito dei sequestri, che impongono l’informazione di garanzia ai diretti interessati, sarebbe emersa l’indagine sui falsi incidenti e le truffe alle assicurazioni. Inchiesta che sarebbe partita non da denunce delle compagnie, piuttosto da alcuni professionisti del settore sanitario che avrebbero sollevato dubbi sulla refertazione. Da qui il via all’inchiesta.

Sull’indagine, in Procura le bocche sono cucite: nessuna indiscrezione per il momento, né risultano atti successivi ai sequestri. —

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