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«Sversamento di idrocarburi» Nuova emergenza al Lavello

I.R.
«Sversamento di idrocarburi» Nuova emergenza al Lavello

I residenti si lamentano: abbiamo sentito un odore terribile sulla superficie dell’acqua c’erano parecchie chiazze scure

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MARINA DI CARRARA

Al Lavello scatta di nuovo l'emergenza ambientale per uno sversamento di idrocarburi.

È successo lunedì: «Intorno alle 16 abbiamo cominciato a sentire un odore terribile – racconta Paola Del Freo, che abita nei pressi del depuratore Lavello 1 – alla puzza di feci a cui ormai siamo abituati si è aggiunta quella di nafta. Alcuni dei miei vicini hanno visto fuoriuscire il liquame da uno scarico del piazzale dell'ex Italiana Coke, già Cokapuania». Lo scarico di oli esausti ha raggiunto la Partaccia: «Ho sentito un forte odore di nafta, per me inconfondibile – racconta Sabrina Albertoni, che risiede in zona – erano circa le 18.30. Sulla superficie del fosso galleggiavano delle chiazze scure. Mi sono allarmata e mi sono immediatamente rivolta alla Capitaneria di porto, che ha inviato alcuni uomini per perlustrare la zona. Povero Lavello: non bastava l'inquinamento, adesso abbiamo anche gli idrocarburi! E non è la prima volta che succede».

Alle prime segnalazioni dei cittadini la macchina comunale si è attivata, effettuando dei controlli e inserendo delle barriere galleggianti. Nella mattina di martedì le acque avevano riacquistato il loro aspetto normale: gli idrocarburi hanno dunque terminato il loro percorso lungo il Lavello e raggiunto il mare.

«L'assessora Scaletti si è subito mobilitata e ha preso le misure necessarie per monitorare la zona e individuare il colpevole», commenta Flavio Franciosi. Franciosi e Lara Benfatto, entrambi ex consiglieri di Marina, sottolineano la particolare criticità dell'area e l'esigenza di un controllo più capillare: «Chiediamo all'amministrazione De Pasquale e all'assessora Scaletti di inserire delle telecamere di sorveglianza su tutto il corso del Lavello, ma in particolare nei punti caldi: gli scarichi, i due depuratori, le porte inferriate e tutto il campo nomadi, incluso il piazzale. Sarebbe importante anche l'impiego di un macchinario che rilevi costantemente i vari cambiamenti di stato del Lavello». —I.R.

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