Il Tirreno

il luogo dell’arte 

L’appello di Marco Nereo Rotelli: «Salviamo dal degrado la cava dei poeti»

Francesca Vatteroni
L’appello di Marco Nereo Rotelli: «Salviamo dal degrado la cava dei poeti»

Il luogo simbolo della undicesima Biennale di scultura è abbandonato: «Organizziamoci letture e spettacoli teatrali»

3 MINUTI DI LETTURA





CARRARA

Non vuole usare toni polemici Marco Nereo Rotelli, ci tiene a precisarlo: lui che ha fatto della celebrazione dei versi poetici la propria filosofia artistica, cerca parole concilianti anche se è difficile farlo quando si tratta della cava dei poeti, definita da lui e da tanti, luogo dell’anima recuperata dall’artista nel 2002 in occasione della 11° biennale di Scultura, nel cuore delle Apuane in uno scenario mozzafiato a 1. 300 metri d’altezza, con alle spalle il monte Sagro e all’orizzonte il mare. Trenta poeti tra i più importanti nel mondo, compresi premi Nobel (tra loro anche gli italiani Fernanda Pivano e Mario Luzi) furono chiamati a donare un verso che poi venne scolpito nelle pareti della cava per rendere omaggio a quel luogo bello e dimenticato: «Un luogo dove la poesia si incarna nel marmo-lo definisce lo stesso Rotelli che prosegue-ad oggi però e da anni abbandonato a sé stesso: speravo che dopo 8 anni in cui non si è mossa foglia nel completo disinteresse, la nuova amministrazione destasse il suo interesse verso questo posto, anche perché secondo me l’assessore Federica Forti ha la sensibilità per poterlo fare».

Il progetto dell’artista, che ha portato avanti anche in altri luoghi come per l’isola di San Secondo a Venezia, quando in occasione della Biennale l’artista la trasformò nell’Isola della poesia puntando anche qui nel rapporto tra immagine e scrittura, è un progetto che conduce la poesia nei luoghi che hanno bellezza e che sono dimenticati. Un luogo della meditazione, insiste l’artista che racconta di come molti gli scrivano, anche stranieri, chiedendo notizie della cava: «Segno che è entrata nei cuori di molti e che è conosciuta anche all’estero: l’anno scorso Corrado Lattanzi organizzò una visita alla cava e accorse un gruppo numeroso di turisti, senza considerare che sempre qualche anno fa venne fatto un sondaggio dal Tirreno su quale fosse il luogo toscano che meritasse più di altri il recupero e la cava dei poeti risultò tra i primi 10». La cava dei poeti rappresenta quindi un esempio di come si possano rivitalizzare i luoghi coinvolgendo le maestranze locali: «Un’opera solo provocatoria per esempio non lascia nulla a Carrara, mentre è necessario un impegno etico degli artisti, portare un valore aggiunto, non è sufficiente una provocazione: questo concetto deve essere un punto di partenza di investimenti nell’arte a Carrara» ha osservato l’artista che è ha anche collaborato con Giuseppe Biagini quando questi ideò e progettò la candidatura di Carrara a città creativa Unesco. Perché non pensare una sinergia con Milano che è città Unesco per la letteratura? Prova a suggerire Rotelli, magari, ipotizza, organizzando delle letture in cava e costruendo a Milano tratti di marciapiede in marmo con iscritti dei versi. È un vulcano di idee l’artista di origine veneziane, che ricorda anche il vecchio progetto pensato proprio con Giuseppe Biagini di creare un percorso di cave: «Perché non creare una cava con scolpiti alle pareti i volti di personaggi e artisti e magari un’altra cava dedicarla al teatro e così via? » si chiede ancora Rotelli. E poi è indiscutibilmente vero quanto sostenuto dall’artista sul significato di arte, che non può essere pensato solo come business perché il rafforzamento dell’identità di un luogo fa bene a tutti. Sì, è vero, sicuramente l’arte non dovrebbe essere solo business ma neanche, non nuoce ricordarlo, un investimento di cui poi ci si dimentichi di amministrare e accudire perché così facendo si rischia di gettare al vento i suoi frutti, dato che recuperare la cava dei poeti costò alla comunità circa 300. 000 euro. –

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore