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in procura 

Truffa alle assicurazioni, indagine choc

Truffa alle assicurazioni, indagine choc

Sequestrati computer e documenti a tre professionisti apuani. Nel mirino anche i referti accompagnati alle pratiche

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MASSA-carrara

L’inchiesta emerge quando la Procura chiede - e il giudice delle indagini preliminari dispone - una serie di sequestri: numerosi documenti cartacei, file e anche computer. Nel mirino, dopo alcune denunce, ci sono incidenti stradali che, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbero stati costruiti ad arte.

Insomma, falsi incidenti stradali a cui avrebbero fatto seguito la truffa ai danni di alcune compagnie di assicurazione. Nell’indagine della Procura rimangono coinvolti anche tre professionisti apuani che avrebbero - sostiene l’accusa - contribuito a falsificare quegli incidenti garantendo un risarcimento danni ai loro assistiti e quindi assicurandosi una percentuale su quegli stessi risarcimenti.

L’inchiesta si sarebbe quindi allargata perché gli inquirenti avrebbero cercato di comprendere se esistesse “una filiera”, se cioè varie persone, con differenti posizioni, avessero avuto un ruolo nella supposta truffa assicurativa. Ai sequestri si sarebbe quindi accompagnata una serie di verifiche per accertare se alla falsificazione possano, appunto, aver preso parte anche altri soggetti. In particolare la Procura avrebbe puntato la lente di ingrandimento sui referti che vengono accompagnati alle pratiche per i risarcimenti e provavano gli esiti degli incidenti e le eventuali lesioni riportate dalle persone coinvolte, quindi risarcite.

Una indagine di cui i primi indagati vengono a conoscenza proprio quando scattano i sequestri a loro carico e vengono passati al setaccio documenti, pagine e pagine di materiale e file digitali. Oggetto di sequestro, come dicevamo, anche i computer in uso ai professionisti. Lo scopo era, comprensibilmente, accertare i contenuti di atti e file e rinvenire materiale inerente alcuni incidenti stradali che gli inquirenti sospettavano essere stati costruiti ad hoc.

Sulla indagine le bocche sono cucitissime e la procura mantiene il più totale riserbo. Nessuna indiscrezione, quindi, su altre eventuali iscrizioni nel registro degli indagati a parte quella dei professionisti che sono stati oggetto di sequestro. Né risulta, in questo momento, che siano state formalizzati dal parte del pubblico ministero titolare dell’indagine richieste di conclusione indagine o notificati ulteriori atti agli interessati. —



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