Il Tirreno

il lutto 

Scolpì il volto di Wojtyła e il tecchiaiolo, addio allo scultore Luciano Monfroni

Luca Barbieri
Scolpì il volto di Wojtyła e il tecchiaiolo, addio allo scultore Luciano Monfroni

Aveva 80 anni, fondò un laboratorio a Codena dove adesso lavora il figlio Michele. Il sindaco: era una figura di riferimento 

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CARRARA

Si è spento all’età di 80 anni, compiuti lo scorso giugno, Luciano Monfroni, dell’omonimo laboratorio di scultura di Codena che lui aveva fondato 55 anni fa, nel 1963. Monfroni, noto scultore carrarese, è morto dopo una malattia che si era ripresentata con forza all’incirca un anno fa; negli ultimi mesi era ricoverato presso il centro Don Gnocchi di Marina di Massa. Al personale di quest’ultima struttura va inoltre il ringraziamento della famiglia Monfroni.



Luciano lascia la moglie Vittoria, i figli Michele e Cinzia e i nipotini. I funerali si terranno oggi alle 16 presso la Chiesa di San Francesco a Carrara. Riposerà poi al cimitero di Codena. Prima dei funerali verrà osservato un minuto di silenzio proprio davanti alla sua ultima opera installata, il “Tecchiaiolo”, inaugurata il 4 agosto alla salita di San Ceccardo.



Luciano Monfroni, diplomato presso la scuola del Marmo nel 1955, nel 1963 – dopo l’apprendistato presso il laboratorio “Berretta” – apre il suo atelier di scultura. Molte le opere realizzate: tra queste ci sono i ritratti a Giovanni Paolo II (1981) e a Sandro Pertini (1985). Nel 1982 e nel 1986, inoltre, partecipò ai Simposi internazionali di scultura a Carrara. Dal 1993 nello studio di Codena subentra Michele, il figlio che oggi lo ricorda così: «È stato un maestro nel lavoro e nella vita, un punto di riferimento per tutta la famiglia; amava profondamente la città». Proprio a Carrara ha donato il “Tecchiaiolo” – un’opera dalla storia lunga, travagliata – e, fa notare sempre Michele, «rappresenta bene una delle doti del babbo: la tenacia che ha sempre avuto».



Molti i messaggi circolati nella giornata di ieri anche sui social network dedicati a Luciano Monfroni che era scultore noto e apprezzato in città (ma non solo).

«Carrara – il ricordo del sindaco Francesco De Pasquale – perde una figura di riferimento per la scultura e l’arte. Con Luciano Monfroni se ne va un pezzo importante della tradizione cittadina, un maestro artigiano che ha contribuito a fare conoscere il nostro marmo in tutto il mondo». «In questo giorno di commozione – prosegue – mi rincuora pensare che è proprio una scultura di Luciano ad arricchire il museo diffuso del centro storico». «La dirigenza provinciale della Confartigianato Imprese Massa Carrara piange la scomparsa del Maestro scultore Luciano Monfroni e si stringe – la nota di Confartigianato – attorno alla famiglia e al figlio Michele, al quale il Direttore provinciale dell’Associazione Gabriele Mascardi è legato da profonda amicizia. Luciano Monfroni ha segnato in maniera tangibile la storia della scultura carrarese dagli anni sessanta ai giorni nostri». «La morte – concludono – di Luciano è una grossa perdita per il mondo artistico e artigianale della città, ma siamo certi che il valore e il ricordo di Luciano continuerà a vivere attraverso le capacità e la passione del figlio Michele». «Era il poeta della scultura. Un amico di Torano e dei toranesi che aveva visto nascere ed aveva sostenuto sempre la rassegna estiva di arte contemporanea partecipando e portando idee. Resterà per sempre scolpito nella memoria di questo paese e della sua rassegna d’arte», il cordoglio del Comitato Pro Torano; «Luciano sapeva interpretare il marmo come pochi. Quest’anno aveva voluto partecipare con i suoi amanti della materia, una celebrazione di Canova, Michelangelo e Leonardo. Chiederò a Michele di partecipare anche il prossimo anno con un’opera del padre. Il legame con Torano sarà eterno», la chiosa di Emma Castè, direttore artistico di Torano Notte e Giorno. —





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