Il Tirreno

davanti al giudice 

Interrogatori di garanzia, ecco le prime dichiarazioni

Alcuni indagati hanno spiegato mansioni e livelli di produttivitàAltri hanno imputato le assenze a vizi formali del sistemaRevocati i domiciliari a Lanini

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MASSA

Alessandro Puccetti, il dipendente della Provincia a cui gli inquirenti contestano di aver lasciato il lavoro, senza strisciare il badge, per andare a servire i caffè nel bar di famiglia, ha preferito non rimanere in silenzio di fronte al giudice per le indagini preliminari Alessandro Trinci.

Ha quindi reso dichiarazioni spontanee, ha spiegato - affiancato dall’avvocato Paolo Bertoncini - le sue mansioni e il suo livello di produttività. Anche Emilio Venturini (difeso da Adriano Martini), il dipendente del Genio che, secondo l’accusa, avrebbe lasciato l’ufficio per lavorare nell’edicola, ha preferito non avvalersi della facoltà di non rispondere.

Durante l’interrogatorio di garanzia, ha reso dichiarazioni spontanee anche Simonetta Sergampietri, mentre Andrea Battistini si è avvalso della facoltà di non rispondere. Rilasciate dichiarazioni anche da Emwan Kulpherk che - riferisce il suo legale - ha fornito spiegazioni sulle sue presunte assenze motivandole con errori formali nel sistema delle timbrature e nelle rendicontazioni delle missioni.

A Massenzio Lanini - spiega l’avvocato Bertoncini - sono «stati revocati gli arresti domiciliari, sostituiti dal divieto di dimora, perché ha dimostrato che le presunte assenze derivavano da vizi formali».

Non ancora sottoposti ad interrogatorio di garanzia di fronte al giudice Alessandro Trinci, l’ex assessore comunale Loreno Vivoli e il comandante della polizia provinciale Giorgio Ceragioli. Per Ceragioli, i legali Paolo Bertoncini ed Enzo Frediani, che lo assistono, hanno depositato questa mattina la richiesta di Riesame perché Ceragioli - motivano - intende giustificare la a sua posizione.

Non risultano ad ora altre richieste di riesame. In effetti, quella richiesta, significa sposare una particolare linea difensiva perché il ricorso al riesame consente al giudice di venire a conoscenza di atti contenuti nel fascicolo del pubblico ministero, anticipandone quella conoscenza rispetto alla fase processuale.

Proseguono, quindi, gli interrogatori di garanzia. Il giudice, quando scatta la misura cautelare degli arresti domiciliari, come in questo caso, ha dieci giorni di tempo per ascoltare tutti gli indagati. All’interrogatorio saranno chiaramente sottoposti anche gli altri tre indagati quelli per cui è, invece, scattata la misura cautelare del divieto di dimora a Massa.

Gli interrogatori di garanzia proseguiranno quindi anche questa mattina e domani quando non è escluso che si concludano. —

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