Il Tirreno

la relazione del professor Bodei 

I robot e le macchine pronti a sostituire l’uomo

I robot e le macchine pronti a sostituire l’uomo

I rischi di una perdita secca di posti di lavoro a causa del continuo progredire tecnologico il tema sul palco di Convivere  

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CARRARA

Uomo e macchine è stato il tema affrontato dal professor Remo Bodei nella giornata conclusiva di Convivere. Il problema, ha fatto notare tra l’altro, è che «Per effetto delle tecnologie informatiche, della robotica e dei dispositivi dotati di intelligenza artificiale si sta, infatti, passando rapidamente dalla macchina ‘ausiliatrice’ alla macchina ‘sostitutrice’. Il suo trionfale affermarsi, non rischia però – almeno per una fase di transizione di durata indefinibile e con diversa incidenza a seconda delle varie aree geografiche – di spingerci verso una perdita secca di posti di lavoro? La rincorsa umana alle innovazioni tecnologiche rappresenta una sfida difficile da vincere e il rischio per gli individui di rimanere indietro è reale». Non solo, ha fatto notare il professor Bodei: «La sostituzione di posti di lavoro umano sarà indubbiamente accelerata anche dalla nuova generazione di robot dotati di maggiore destrezza fisica, di riconoscimento visivo tridimensionale e della crescente capacità di collegarsi al cloud, ciò che consente loro un costante aggiornamento, sia nei contenuti che nell’architettura. È verosimile che, attraverso la riduzione dell’orario di lavoro e l’eliminazione delle mansioni fisicamente più gravose, siano le macchine, i robot e l’intelligenza artificiale a svolgere la maggior parte dei lavori e dei servizi». Lo scenario potrebbe essere «uno smisurato aumento delle diseguaglianze che vede, da un lato, la “secessione dei patrizi”, dei super-ricchi e potenti, e, dall’altro, la “secessione della plebe”, degli scarti umani privati del lavoro e della dignità». —

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