Il dolore
«Pausa caffè sì, ma devi timbrare»Ecco le regole di Palazzo ducale
Consentito lo stop di 15 minuti. La Provincia: «Per ogni uscita dalla sede deve essere strisciato il badge»
MASSA
La sintesi - per andare subito al succo - è che da Palazzo ducale i dipendenti possono uscire: una boccata d’aria, lo prevede il contratto, possono prendersela. L’importante è che timbrino in uscita e in entrata e che recuperino quei minuti (massimo 15) sottratti al lavoro. Insomma, si può uscire, ma è obbligatorio strisciare il badge ed è proprio la mancata timbratura - quindi il mancato recupero del periodo di assenza - che fa contestare agli inquirenti l’ipotesi di danno erariale.
Ma quando, come e per quanto può assentarsi il dipendente di Palazzo ducale? Il segretario generale della Provincia, Pietro Leoncini, spiega che la «pausa caffè è consentita con timbratura, esiste un apposito codice, ma non è “abbonata”. Il tempo deve essere recuperato».
Le Provincia spiega, infatti, che «da contratto è consentita la pausa caffè per un massimo di 15 minuti al giorno. Il dipendente deve timbrare in uscita e in entrata e deve recuperare i minuti durante i quali si è assentato». Insomma, una pausa caffè il lavoratore può concedersela, ma non gli viene regalata: manchi qualche minuto dall’ufficio e per quegli stessi minuti ti devi trattenere a fine giornata. O nei giorni successivi. In ogni caso, recuperi. Altra cosa, invece, è il permesso breve «consentito - spiega sempre Palazzo ducale - per motivi personali. I permessi brevi, cumulati, non possono superare le 36 ore annue. Il singolo permesso deve essere comunicato e non può avere una durata superiore alla metà del monte orario giornaliero». Se l’orario di lavoro è sei ore, non può durare più di tre ore. Deve sempre essere recuperato e comunicato. Per chiarire esemplificando: per motivi personali il dipendente comunica che prende un paio di ore di permesso, si assenta e quelle due ore le recupera in altro momento. Certo è che ogni volta che esce, il dipendente timbra. Timbra anche quando lascia il Ducale per andare in missione. Vale a dire: a lavorare, per conto dell’amministrazione provinciale, in altro comune.
Chi non rispetta quanto previsto su orario di lavoro e timbrature cosa rischia? Se beccato, rischia, per quanto riguarda le competenze dell’ente per cui lavora, di incorrere - come spiega Palazzo ducale - «in sanzioni disciplinari che vanno dal richiamo alla censura scritta, dalla sospensione al licenziamento».
Tutti gli atti che disciplinano orario di lavoro e timbrature in Provincia sono stati analizzati dagli inquirenti che ai dipendenti della Provincia contestano, infatti, di essere usciti senza aver strisciato il badge o fingendo di strisciarlo. La mancata timbratura - sempre stando all’accusa - avrebbe fatto risultare presente chi in ufficio invece non c’era: da qui l’ipotesi di falsa attestazione. Niente timbratura avrebbe significato anche niente recupero dei minuti sottratti al lavoro e questo avrebbe causato un danno agli enti, danno che la Procura ha quantificato per ogni singolo indagato. — CHIARA SILLICANI
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