Sicurezza
La storia del David: «Così un “bidone” divenne un capolavoro»
CARRARAPhilippe Daverio ha parlato anche di Michelangelo, con cui si rinnovò la figura dell’artista considerato fino al Medioevo un semplice artigiano, passando per Leonardo Da Vinci, al quale per...
CARRARA
Philippe Daverio ha parlato anche di Michelangelo, con cui si rinnovò la figura dell’artista considerato fino al Medioevo un semplice artigiano, passando per Leonardo Da Vinci, al quale per via dei suoi capricci venne preferito Michelangelo per mandarlo a Roma e dipingere la Cappella Sistina, fino a Raffaello, altro ragazzo di famiglia altolocata che insieme agli altri due Maestri segnarono la fine dell’aristotelismo e la nascita del neoplatonismo. Daverio racconta anche del probabile primo bidone rifilato da Carrara a Firenze, con un blocco di marmo ricoperto in gran parte di venature grigie e che Firenze si rifiutava di pagare: Michelangelo ci vide subito il David e fece la scultura scolpendo il re d'Israele in un gesto molto ampio proprio per poter buttare via la parte grigia. Racconta della nascita del marketing del marmo bianco, per i ritrovamenti agli inizi del 500 delle antiche statue romane spoglie dei colori originari. E dopo un turbinio di raffinate disquisizioni, ha lasciato il palco salutando la platea con: «Evviva il lavoro nelle cave di marmo».
Ma non a tutti è andato giù l’intervento di Philippe Daverio circa il concetto di ecologia che giustificherebbe il poter rinunciare alle montagne. Ma ciò che per il critico rappresenta integralismo ambientale per i cittadini che hanno dato sfogo alla loro collera sui social, rappresenta un bisogno di equilibrio imprescindibile: «Grossa caduta di stile», «allucinante», «pessima figura», «che ti aspetti da un antiquario che parla di arte in televisione?» sono i commenti che si possono leggere su qualche bacheca fb, con alcuni che confessano di aver abbandonato la conferenza. —F.V.
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