Gioco
Turismo, bene in primavera ma un’estate tra alti e bassi
L’associazione degli operatori: «Minore presenza di stranieri, ma dati buoni» Si insiste sul brand: «C’è un ancora un deficit di comunicazione territoriale»
LUNIGiana
Siamo ormai nel vero ed ultimo giro di boa per quanto riguarda la stagione turistica lunigianese, considerando che il territorio può contare su un allungamento della stessa grazie ai prodotti della montagna come il fungo porcino e la castagna, che consentono di diventare polo di attrazione e promozione turistica.
L’estate 2018 ha mostrato delle differenze rispetto a quella del 2017, nella quale si è registrato un record di presenze, pur mostrandosi positiva. Il punto su questa stagione turistica è stato analizzato da Simona Polli, segretaria dell’associazione Aotl (Associazione operatori turistici lunigianesi).
«La stagione è andata relativamente bene per quanto riguarda la primavera, con il meteo che ha sostenuto gli operatori durante i ponti delle festività, ma dobbiamo registrare un rallentamento nel mese di luglio, diffuso su tutte le strutture della Lunigiana, con una ripresa netta ad agosto, con buone prospettive per la stagione autunnale date le prenotazioni ed i contatti per settembre. In generale abbiamo denotato una minore presenza di stranieri, rispetto agli anni passati dove il trend era decisamente positivo. Questo non deve fare pensare ad una tendenza negativa in quanto tale, visto che si tratta di un evento possibile all’interno delle dinamiche turistiche. La Lunigiana è ben posizionata, come immagine e meta delle vacanze, sui mercati esteri».
Nessun allarme quindi.«È difficile trovare una motivazione a questa flessione, ma nel complesso la Lunigiana ha lavorato e lavora tuttora. Sappiamo che i numeri registrati per il 2017 sono stati straordinari e faremo di tutto per poterli nuovamente replicare».
La Lunigiana deve fare il salto di qualità, come territorio, per riuscire a brandizzarsi e rinnovarsi dal punto di vista promozionale. «Parlando nel senso stretto di prodotto – puntualizza Polli – ormai è abbastanza strutturato dal punto di vista delle strutture e delle attività. Sicuramente abbiamo un deficit di comunicazione territoriale. Abbiamo tanti esempi di privati virtuosi che hanno sopperito grazie ai social creando una vetrina sulla loro attività e sulla Lunigiana, ma come territorio siamo ancora molto poco conosciuto».
Occorre una visione collegiale: «Si sono fatti passi in avanti, ma occorre lavorare. Adesso iniziamo ad essere inclusi nella sezione di Toscana Promozione, quindi riusciamo a sfruttare l’effetto traino dovuto alla nomea della Toscana. Si sta puntando con maggiore vigore sulle aree interne, anche per allentare la presa sulle città d’arte ingolfate di turisti. Dobbiamo, dal canto nostro, avere un’unità territoriale nel rapportarsi con questi enti. A livello regionale l’ambito turistico è stato istituito, ora va solamente coordinato il lavoro ed il servizio che dovrà erogare su questo settore strategico. Cercheremo di dare sempre alla politica la prospettiva di chi investe e lavora in questo ambito, cercando di trovare il punto di raccordo: cosa può fornire il provato al pubblico e viceversa, creando una sinergia virtuosa per la Lunigiana». —
CRISTIANO BORGHINI
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