Il Tirreno

Palazzo Ducale, personale sotto choc e tanti dubbi: tutto per qualche caffè?

Manuela D’Angelo
Palazzo Ducale, personale sotto choc e tanti dubbi: tutto per qualche caffè?

Ma i social si scatenano: licenziateli. Gianni Lorenzetti: il lavoro dell’amministrazione non subirà rallentamenti per gli arresti

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MASSA

Otto sono i dipendenti della Provincia agli arresti domiciliari (gli altri 18 del Genio Civile). «E tutto per qualche caffè», commentano in tanti a palazzo Ducale. Si colgono un clima di amarezza e una tensione palpabili appena dentro la soglia della sede della Provincia di Massa Carrara, il giorno dopo gli arresti che hanno riguardato otto dipendenti pubblici dell’Ente.

«E c’è anche molta fiacchezza tra il personale- dice il presidente Gianni Lorenzetti – accompagnata dall’incredulità che alcuni colleghi possano aver fatto quanto viene loro imputato». Lungi da Lorenzetti voler prendere le difese di chi oggi si trova coinvolto nell’inchiesta della magistratura sugli assenteisti: «Chi ha commesso illeciti dovrà pagare – dice – e dovrà risarcire anche la Provincia. Però vorrei vedere il dettaglio delle accuse specifiche per ogni mio singolo dipendente».

L’impressione diffusa fra chi ieri è tornato a lavoro è che molti dei dipendenti provinciali indagati siano finiti nel calderone generale, tra pesci grandi e piccoli, per non aver commesso nulla di irreparabile. Le voci che circolano a 24 ore dal blitz dei carabinieri tra gli uffici e i corridoi della Provincia sono per lo più domande: “Tu sai cosa ha fatto?”, “Dice che a volte usciva per prendere il caffè e non timbrava, ma stava fuori pochi minuti”; “Usciva per il caffè, questo è quanto”; “Una decina di volte non di più, era sempre in ufficio”. “Gli contestano 49 uscite (in due anni) senza timbratura, ma di pochi minuti”. Insomma, prevale, a palazzo Ducale, l’idea che almeno parte dei dipendenti provinciali finiti agli arresti domiciliari, con accuse come truffa, peculato, e reati contro il patrimonio, la “colpa” sia solo la leggerezza di non aver timbrato il cartellino per uscire a prendere un caffè. « È ben diverso – aggiunge il presidente Lorenzetti – se in totale, nell’arco di due anni, sei stato fuori un’ora, un giorno, o un mese. Purtroppo capisco che oggi, agli occhi dei cittadini apuani, i dipendenti provinciali siano tutti dei ruba stipendi».

I social, neanche a dirlo, si sono scatenati da quando è circolata la notizia dei 26 arresti e 70 indagati per assenteismo. Un post per tutti, lasciato sulla popolare pagina “Sei di Massa se…” dà l’idea di un pensiero diffuso: «La Provincia è nota come una zona con un tasso di disoccupazione molto elevato e gli arresti di ieri fanno molto male ai massesi. Spero che vengano licenziati e i loro posti assegnati ai disoccupati che fino ad oggi hanno vissuto sulle spalle di genitori».

Nonostante gli otto dipendenti in meno a lavoro negli uffici, l’ente non dovrebbe subire intoppi, o rallentamenti nell’esplicare le sue funzioni: «Non si tratta – spiega ancora Lorenzetti – di figure con compiti, o ruoli indispensabili. La macchina amministrativa continuerà a funzionare. L’unica posizione delicata, al momento, è quella del comandante della Polizia Provinciale, ma il danno è minimo, perché sarebbe andato in pensione ad ottobre e, viste le nostre risorse e competenze, probabilmente non lo avremmo rimpiazzato». —

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