Il Tirreno

Lavello, miasmi e depuratore: il fosso finisce in Parlamento

; CHIARA SILLICANI

Sopralluogo di Forza Italia sugli argini e al vicino campo romL’onorevole Bergamini: una interrogazione sul corso d’acqua

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MASSA

Salvatore Cimino abita a due passi da Lavello e depuratore: impianto e fosso per lui non hanno segreti. Ieri pomeriggio è sull’argine e con lui ci sono i vicini, c’ è il presidente del consiglio comunale Stefano Benedetti, ci sono Sergio Bordigoni che presiede la commissione ambiente e Giovanbattista Ronchieri che di quella commissione è membro. C’è anche l’onorevole Deborah Bergamini: Forza Italia ha organizzato un sopralluogo e coinvolto la sua rappresentante in parlamento. Salvatore Cimino ai giri di parole preferisce la concretezza, allunga l’indice verso il grande tubo che sversa acqua nel fosso: «Viene dal depuratore. Adesso - aggiunge - si vede uscire acqua torbida e schiumosa, spesso - spiega alla politica - vedo uscire escrementi». Immagine forte per dire che il depuratore Lavello 1 il suo lavoro non lo fa o non lo fa bene. Così - sintetizza Adelina Del Freo che vicino al Lavello ci abita - «la depurazione la paghiamo eccome, ma l’acqua sembra davvero tutt’altro che pulita».

Chi vive da quelle parti, in terra di confine tra Massa e Carrara, tra la ferrovia che serve la zona industriale, il campo rom e un fosso puzzolonte esprime tutto il proprio disagio. Disagio quotidiano. E la politica - Forza Italia in questo caso - si impegna a fare la propria parte, l’onorevole Bergamini assicura che il capitolo Lavello sarà presto aperto anche in quel di Montecitorio: «Questo fosso è ormai una discarica di liquami che sversa in mare. La questione deve essere risolta con urgenza, interesserò il governo. La prossima settimana presenterò un’interrogazione parlamentare ed inviterò i consiglieri regionali a farlo anche a Firenze».

Di Lavello e miasmi si parla ogni estate: caldo, cattivi odori e nasi tappati. Quest’anno si sono aggiunte le morie di pesci, dovute - Stefano Benedetti ne è certo - «alla scarsa ossigenazione dell’acqua e alle elevate percentuali di azoto e ammoniaca». Azoto e ammoniaca dovute - per ripercorrere “la filiera” - «all’inefficienza del depuratore Lavello 1», proprio accanto al fosso, all’altezza del campo nomadi.

«I lavori all’impianto - Benedetti fa il punto - non sono mai stati terminati, le vasche non sono state riqualificate e non sono in grado di garantire la corretta ossigenazione. Per realizzare il depuratore Lavello 2 all’ex Cersam, sono stati spesi quasi 9 milioni e Lavello 1 rimane in funzione, ma inefficiente. Senza dimenticare- aggiunge - che agli impianti massesi confluiscono anche i liquami di Montignoso che un depuratore non ce l’ha».

Depurazione, miasmi, acque sporche sono “pane” quotidiano per chi abita vicino al Lavello, proprio al confine tra Massa e Carrara. È a due passi da quel confine, in terra già carrarese, che sorge anche il campo nomadi, una striscia di asfalto stretta tra i binari che servono la zona industriale e il fosso. Forza Italia ieri decide di estendere il sopralluogo anche lì: «Non si tratta - Benedetti gioca in anticipo - di razzismo. Piuttosto chiediamo che si valutino le condizioni del campo, vicino alla ferrovia e al Lavello. La legge Sarno impedisce edificazioni vicino ai corsi d’acqua. La Regione ha stanziato soldi e siglato un protocollo con alcuni Comuni, tra cui Carrara, sui campi nomadi, noi invitiamo a valutare se sia opportuno intervenire a migliorare questo campo o se debbano piuttosto essere prese in considerazioni altre opzioni perché il campo - rincara il presidente del consiglio - è nel comune di Carrara, ma a Carrara in questa zona ci sono solo aziende, sul versante massese, ci sono invece case». Ecco quindi l’invito di Fi al sindaco Francesco Persiani perché sul tema si confronti con il collega carrarese. —

CHIARA SILLICANI



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