Proteste
Fossa Combratta, da Legambiente un pubblico appello
Lettera aperta alle istituzioni che parteciperanno alla conferenza dei servizi «Ci sono fatti nuovi, è un’operazione senza senso»
CARRARA
Legambiente Carrara lanciaun pubblico appello alle istituzioni interessate perché dicano no al piano di escavazione e messa in sicurezza di cava Fossa Combrata nella conferenza dei servizi di mercoledì. I destinatari sono il Parco delle Alpi Apuane, Comune di Carrara (sindaco e assessori di riferimento), Regione Toscana; Soprintendenza; Arpat, Asl.
«Sarà una decisione importante - scrive Legambiente - dalla quale dipenderà se il versante occidentale della Brugiana manterrà il suo aspetto naturale o sarà irreversibilmente deteriorato. Come già scritto in precedenza, la nostra posizione è di totale contrarietà alla concessione della compatibilità ambientale richiesta. Dopo la precedente Conferenza dei servizi del 3 agosto scorso, d’altra parte, è emerso un elemento nuovo che cambia radicalmente la prospettiva di valutazione. L’Amministrazione di Carrara ha infatti dichiarato pubblicamente che, nei Piani Attuativi di Bacino Estrattivo (Pabe) di prossima definizione, derubricherà dalle aree in cui è possibile svolgere attività estrattiva il versante su cui insiste Fossa Combratta. Anche il Consiglio Comunale del 29 agosto ha confermato tale orientamento, approvando un ordine del giorno. Risulta pertanto di tutta evidenza come questo elemento di novità tolga ogni senso all’operazione “Fossa Combratta”». «Vale la pena distruggere un versante completamente boscato (con l’eccezione della vecchia cava di modeste dimensioni) per ricavare in totale 377 m3 di blocchi? Questa scelta, sarebbe “compatibile” con la tutela dell’ambiente e del paesaggio? Un piano di messa in sicurezza di così ampie dimensioni potrebbe avere senso solo se pensato per una cava che continuerà a essere coltivata per anni e anni». La lettera è a firma di Fausto Ferruzza presidente Legambiente Toscana e Mariapaola Antonioli presidente Legambiente Carrara. —
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