Il Tirreno

il caso fossa combratta 

Vannucci: cosa si aspetta a fare i piani di bacino?

Vannucci: cosa si aspetta a fare i piani di bacino?

L’ex assessore al marmo ed ex vicesindaco: dire oggi che la cava renderà poco è una scempiaggine, e semmai la messa in sicurezza sarà a carico del Comune

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CARRARA

L’ex vicesindaco ed ex assessore al marmo Andrea Vannucci, attualmente consigliere di opposizione con la sua Carrara Democratica, torna sul caso della cava di Fossa Combratta. Della cava si parlerà mercoledì in conferenza dei servizi, mercoledì in consiglio comunale i 5 Stelle hanno votato un ordine del giorno in cui si chiede lo stop dell’escavazione, mentre la società ha diffidato gli amministratori comunali dal prendere decisioni lesive dei loro diritti.

Spiega Vannucci: «I rappresentanti del movimento cinque stelle dichiarano di non aver compreso il riferimento da me fatto in consiglio, ai piani di coltivazione. Provo a chiarire. Il fatto che venga proposta una bonifica di circa 50.000 metri cubi a fronte dell'autorizzazione a scavare soltanto circa 1.700 di marmo, evoca un'enormità che è tale soltanto se non si sa di cosa si parli. La bonifica riguarda un intervento di messa in sicurezza del versante che non è rapportata alla quantità di marmo di cui viene autorizzata l'estrazione».

E sottolinea: «Questa cava è stata autorizzata a scavare questa piccola quantità perché il Comune non ha ancora fatto, per propria colpa, i piani attuativi di bacino e la legge, nelle more dell'approvazione di questo strumento, consente di estrarre, al massimo il trenta per cento del vecchio piano di coltivazione. I cinquantamila metri cubi di bonifica vanno rapportati alla dimensione che avranno i piani futuri, fatti in coerenza con i piani di bacino che ancora il Comune non ha fatto. Dire che questa cava verrà chiusa perché rende poco, quando ancora non si sa quanto renderà, è una scempiaggine. Faccio presente che questo sito è di proprietà comunale e, se la messa in sicurezza non verrà fatta dal privato, dovrà provvedere il Comune, a proprie spese, essendo già da oggi responsabile di ogni danno che possa derivare da quel pericolo della cui esistenza oggi siamo stati informati».

«Il dato politico più rilevante afferisce però all'azione intrapresa dai Cinque stelle, che hanno messo nero su bianco l'invito al sindaco di interferire sulla prossima conferenza dei servizi, la quale è l'organismo tecnico che decide sulla materia. Considerato che il sindaco stesso ha votato l'invito che il consiglio comunale gli ha rivolto, adesso cosa farà? Non ottempererà ad un mandato datosi anche da solo o compirà un illecito interferendo politicamente in un procedimento nel quale non ha competenza? In ogni caso offrirà il fianco ad azioni legali, né più né meno, di quanto è già accaduto in occasione del pasticcio della determinazione delle tariffe e di quanto è recentemente successo con la sospensione dell'attività di quattro cave, tre delle quali, stranamente gestite da grandi soggetti imprenditoriali, non hanno mai chiuso per un'ora a causa di un errore del Comune, mentre la quarta, gestita da piccoli imprenditori, è tuttora chiusa. Credo che la vera motivazione politica di questi comportamenti, assunti peraltro in modo più che maldestro, risieda nella volontà di alzare una cortina fumogena fatta di annunci, strumentale al tentativo di nascondere l'assoluta inadeguatezza di questa amministrazione rispetto al mantenimento delle promesse fatte in campagna elettorale. Si alza la nebbia per nascondere il nulla», conclude Vannucci. —

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