Il Tirreno

il nodo delle manifestazioni pubbliche e della circolare gabrielli 

«Minimali i rischi per gran parte degli eventi»

«Minimali i rischi per gran parte degli eventi»

L’ingegner Milani critica l’iniziativa del Comune con le associazioni: «Hanno messo 300 persone in una saletta mini...»

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MASSA

L’ingegner Carlo Milani è critico con le interpretazioni e le soluzioni che l’amministrazione comunale ha prospettato nel corso dell’incontro con le associazioni per riuscire a programmare gli eventi alla luce della circolare Gabrielli.

«Sia dalla prima circolare Gabrielli che dalla nuova circolare del 18 luglio 2018 - puntualizza il professionista - risulta evidente che bisogna distinguere tra le manifestazioni in luogo pubblico e le manifestazioni di pubblico spettacolo (pagina 3 della circolare Gabrielli). Per la prima tipologia di manifestazione come già noto bisogna avvertire il questore almeno tre giorni prima e sarà responsabilità del questore stesso attivare il comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica qualora si ravvisi un'elevazione di livello di rischio. Quindi sarà compito di tale comitato valutare e prescrivere».

A suo avviso, «Non c'è assolutamente bisogno di alcuna autorizzazione comunale se non si fanno pubblici spettacoli. Anche nella seconda circolare si fa riferimento esclusivamente alle pubbliche manifestazioni soggette a regime autorizzatorio specificando che se lo spettacolo avviene in un locale pubblico occorrerà il parere della commissione di vigilanza, nelle altre ipotesi sarà il Comune stesso a rilasciare il provvedimento autorizzativo indicando le misure di sicurezza. Nelle altre manifestazione è il questore».

Non solo: «Le linee guida con relative tabelle di rischio allegate alla circolare Gabrielli sono state poi sostituite da altre linee guida per l'individuazione delle misure di contenimento del rischio in manifestazioni pubbliche con peculiari condizioni di criticità. Quindi il vecchio discorso delle persone da 0 a 200 non ha senso alcuno (comunque non erano disposizioni ma solo raccomandazioni elaborate dal Comune di Roma). L'ultima circolare infine dice esplicitamente alla pag. 3 che per le manifestazioni di cui all'art. 18 e 25 del regio decreto n.773 del 1931 il questore opportunamente avvertito almeno tre giorni prima, interesserà il comitato provinciale solo in relazione a quegli eventi che implicano un livello di rischio tale da imporre una valutazione coordinata da parte delle autorità preposte. Credo che per la maggior parte degli eventi, (luminarie, ecc.) i rischi siano minimali». E comunque - conclude - «trovo estremamente contradditorio convocare oltre 300 persone in una saletta microscopica al secondo piano di Villa Cuturi con una sola via d'uscita su scale anguste e parlare poi di sicurezza...». —

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