Il Tirreno

«La mia Colonnata è straordinaria ma ora merita più attenzione e soluzioni»

DANIELA MARZANO
«La mia Colonnata è straordinaria ma ora merita più attenzione e soluzioni»

Fabrizio Cattani, regista e sceneggiatore, parla del suo paese d’origine, nei giorni scorsi teatro di “Un’altra estate” «La prima emergenza sono i parcheggi, si era parlato di una struttura a due piani ma non se ne sa più niente»

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IL COLLOQUIO

Fabrizio Cattani, noto regista e sceneggiatore italiano, a Colonnata ci è nato e la sua famiglia gestisce cave da generazioni: è fiero di come questo piccolo borgo sia conosciuto nel mondo, ma è in grado di coglierne alcune criticità legate in gran parte proprio all’afflusso dei turisti.

Colonnata, giovedì scorso, è stata teatro dell’iniziativa “Un’altra estate”, - il tour tra i borghi più belli della Toscana organizzato dal Tirreno e Regione Toscana, con il supporto di Toscana Promozione e la collaborazione di Fondazione Sistema Toscana, Vetrina Toscana e Feisct (Federazione Europea Itinerari Storici Culturali Turistici; ed anche in quell’occasione è stata sottolineata la straordinaria capacità di attrazione del borgo incastonato nelle cave.

Ma anche i cittadini presenti hanno rimarcato alcune carenze, e proprio con Fabrizio Cattani ne esplicitiamo alcune.

LA STIMA: 40MILA VISITATORI. «Colonnata riceverà circa 40.000 visite l’anno, considerando che solo il libro delle firme in chiesa ne conta 30.000 - racconta – Per le circa 200 persone che la abitano, ma anche per i turisti stessi, ogni giorno è un Far West di auto, alla ricerca di un parcheggio sempre più vicino al centro e noncuranti degli spazi preposti. Gente che si agita, macchine incastrate e i vigili che ricevono chiamate ogni giorno».

Emergenza parcheggi, serve una Ztl. A detta del regista, «È più che mai è necessario che venga predisposta una Ztl a salvaguardia del piccolo borgo come fatto in altre realtà italiane. Inoltre, nel gennaio 2004, il Comune di Carrara ha approvato una variante al piano regolatore 97 che prevede un ampio parcheggio a due livelli di cui non si sa più nulla, e per il quale non è mai stata fatta una gara di appalto. Sempre nella variante sono evidenziate nel centro zone nevralgiche di divieto di accesso alle auto per i non-residenti, imposizione ad oggi disattesa. E ci sono anche delle assurde situazioni di accessibilità per gente con disabilità. Il bar del paese ha adeguato i locali con bagno e scivolo alle normative Asl, ma manca uno scivolo sulla scalinata di cemento che porta al bar».

E aggiunge: «Il 90% dei turisti è gente di fuori provincia. Colonnata è una meta internazionale di grande attrattiva, ma bisognerebbe lavorare di più sulla promozione. A livello di cave abbiamo un buon servizio di jeep che effettua tour turistici e vengono fatte feste e iniziative per far assaggiare il nostro lardo, ma servirebbe una eventistica di qualità in grado di far diventare Colonnata un centro culturale oltre che gastronomico. Penso agli esempi di Gavoi, in Barbagia nel nuorese, dove è stato organizzato un Festival Letterario considerato tra le 18 fiere del settore più importanti d’Italia e richiama ogni anno migliaia di persone da tutto il mondo, ma anche l’esempio del Festival del Cinema di Spello in Umbria, curato da me e da Donatella Cocchini, che offre film, backstage, documentari. Una promozione, quella di Colonnata, che deve dialogare necessariamente con gli imprenditori del marmo e l’amministrazione, insieme ad associazioni culturali già presenti sul territorio, in una visione prospettica più ampia. Gli spettacoli sperimentati nelle cave, penso a Lazzareschi, sono interessanti».

L’auspicio: un consorzio di tutela. Riguardo al lardo Fabrizio Cattani precisa che «è unico al mondo grazie a due ingredienti particolari presenti solo sul territorio: il microclima che unisce aria di montagna e di mare e appartiene a questo bacino, e il tipo di marmo delle conche, un marmo che non assorbe e trasuda. Il lardo diventa così, perdendo i grassi insaturi, più delicato e salutare. Occorrerebbe proteggere ulteriormente questo prodotto, oggi Igp, auspicando che i produttori si uniscano in consorzi di tutela, un sistema che darebbe loro la forza di proteggere l’originalità del prodotto e di investire, per promuoverlo, in fiere gastronomiche importanti (cito una fra tutte l’Anuga, la fiera enogastronomica tedesca più importante al mondo), che prevedono alti costi di partecipazione che un produttore locale non sarebbe in grado di affrontare da solo».

Fabrizio Cattani porta Colonnata e Carrara, oltre che nel cuore, anche nelle sue produzioni. Attualmente sta coltivando un progetto sui moti anarchici (da girare alle cave e in centro città) e sta ultimando una nuova sceneggiatura sui boyscout del ventennio fascista, scegliendo sempre la strada dei film d’autore.

Progetti per Carrara e Colonnata. «Il cinema d’autore in Italia sta morendo. Il mio ultimo film “Cronaca di una passione”, ad esempio, è andato meglio all’estero che in Italia, ricevendo anche prestigiosi premi come miglior film, miglior regista, migliore attrice protagonista all’Urban International Film Festival in Iran. Interessanti in Italia sono state le iniziative collaterali alla proiezione, come gli sportelli di aiuto per persone in difficoltà economiche che ha toccato 50 importanti città italiane. Eppure il cinema per un territorio usato come location, crea molto indotto economico e cineturismo di ritorno. All’incirca su una produzione di 9 milioni di euro, 3,5/4 milioni vengono probabilmente lasciati sul territorio. Ovviamente per valorizzare davvero un territorio attraverso il cinema, si dovrebbe valutare bene che l’eventuale produzione rispecchi davvero la realtà e le tradizioni del luogo dove viene girata, e che la location diventi luogo prevalente e privilegiato di ripresa». —

DANIELA MARZANO

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