Attenzione
«Ma che bello il Mazzini pulito e tirato a lucido»
La sezione carrarese ringrazia il consiglio dei cittadini per avere utilizzato i fondi a disposizione a favore del decoro artistico
CARRARA
La sezione carrarese dell’Associazione Mazziniana desidera esprimere la propria soddisfazione per l’esemplare lavoro di pulitura della statua di Giuseppe Mazzini e ringraziare il consiglio dei cittadini di Carrara Centro per avere deciso di utilizzare i propri fondi a disposizione a favore del decoro artistico del centro storico (che prevedeva, infatti, anche la pulitura della statua del Gigante nella Piazza del Duomo).
«Questa iniziativa altamente meritoria aveva due obiettivi: restituire alla cittadinanza un’importante testimonianza della storia locale; innescare una serie di recuperi che ricreino un’immagine attraente del centro non solo a beneficio dei residenti ma soprattutto dei visitatori italiani e stranieri - si legge nella nota della sezione “Randolfo Pacciardi” - L’Associazione Mazziniana carrarese ha spesso sottolineato il grande significato storico e civile della statua di Mazzini, scolpita nel 1892 da Alessandro Biggi (1848-1926, scultore di fama internazionale, docente all’Accademia di Belle Arti di Carrara, sindaco di Carrara dal 1899 al 1903, esponente del Partito Repubblicano Italiano e appassionato sostenitore dei valori mazziniani, autore di pregevoli opere statuarie sia in Italia sia all’estero), per ricordare che la nostra città fu una delle prime in Italia a porsi a difesa dei valori della democrazia e del sistema parlamentare repubblicano. In un’Europa governata da regimi monarchici, il pensiero mazziniano ispirò ideali rivoluzionari in tutto il mondo. Carrara ha sempre creduto fermamente nell’ideale di costruire una società più giusta e l’opera di Alessandro Biggi è, in forma artistica, una dichiarazione di passione politica e civile che i carraresi hanno sempre sentito profondamente dall’Unità d’Italia ad oggi. Torniamo, con questo restauro della statua di Mazzini, ad amare la bellezza e la Storia della nostra città. Se non lo facciamo noi, non potremo mai avere il diritto di pretendere che i visitatori l’apprezzino». —
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