Il Tirreno

CONSIGLIO COMUNALE 

Cava Fossa Combratta stop della maggioranza

IRENE RUBINO
Cava Fossa Combratta stop della maggioranza

È passato l’ordine del giorno per il divieto di escavazione Ma l’opposizione alla fine compatta ha votato contro

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il punto

Il Consiglio comunale ratifica lo stop all’escavazione a Fossa Combratta. È passato a maggioranza l’ordine del giorno che invita il sindaco e l’amministrazione a dare mandato agli uffici affinché venga rappresentata in ogni sede, e in particolare nella conferenza dei servizi (la riunione dedicata alla cava in questione è prevista per il 5 settembre), la posizione assunta dal Consiglio. In occasione della conferenza dei servizi dello scorso 3 agosto l'Asl aveva decretato che per proseguire l'attività di estrazione per circa 1500 metri cubi (complessivi in tre anni), la cava sul fianco della Brugiana dovrebbe essere sottoposta a una messa in sicurezza che prevede l'asportazione di 58mila metri cubi di materiale.

«Si tratta di 157 mila tonnellate di materiale – ha spiegato la consigliera Nives Spattini – una quantità sproporzionata a fronte di 1370 metri cubi autorizzati in 3 anni». L’attività estrattiva nella cava 181 è stata autorizzata nel 2016 fino al 2019. «Oltre a rappresentare l’unica attività estrattiva su versante completamente boschivo, significherebbe più mezzi pesanti su strade di Bergiola e Bedizzano».

Contraria l’opposizione, incluso il Partito Democratico che in commissione consiliare aveva lasciato aperto uno spiraglio: «Non per tattica politica – precisa il consigliere dem Cristiano Bottici – ma perché l’odg è composto di una visione futura del sito, che condividiamo, e di un dispositivo sul quale abbiamo delle perplessità, in quanto lede i diritti di un’azienda che ha una concessione. Contestando le misure previste per la messa in sicurezza si intende forse suggerire che l’Asl è collusa?»

Contrario anche Massimiliano Bernardi: «Volete chiudere quella cava, la vostra è un’interferenza all’interno di competenze che non pertengono al consiglio comunale». Una posizione simile a quella di Lorenzo Lapucci di Forza Italia, che vede «un conflitto tra il potere politico e le competenze degli uffici».

Giuseppina Andreazzoli fa notare che la conferenza dei servizi è rimasta aperta in attesa di ulteriori valutazioni. Andrea Vannucci si è mostrato preoccupato delle possibili conseguenze conseguenze: «Un’interferenza da parte del sindaco in conferenza dei servizi sarebbe un abuso di potere. I piani attuativi erano prioritari a questo discorso: perché non sono stati fatti?» —

IRENE RUBINO

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