Il Tirreno

IL DIBATTITO

Da dove riparte la sinistra «Occupiamoci di lavoro e sporchiamoci le mani»

CAMILLA PALAGI
Da dove riparte la sinistra «Occupiamoci di lavoro e sporchiamoci le mani»

Anche l’ex sindaco Volpi all’incontro al parco di Ricortola con esponenti dem, di Articolo Uno-Mdp e Potere al Popolo

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MASSA. Una «sconfitta culturale» è stata definita a più riprese dagli esponenti della sinistra massese quella che si è compiuta in pochi mesi sul terreno locale e nazionale. Una «ferita aperta» per l'ex sindaco di Massa e attuale consigliere comunale di opposizione Alessandro Volpi, presente l’altra sera alla Festa dell'Unità Progressista di Articolo Uno- Mdp al parco di Ricortola per il confronto in programma “Dopo la sconfitta: le ragioni della sinistra”.

Ripartire sì ma da dove si sono interrogati i presenti, fra di loro anche Luca Perinelli, segretario del Partito democratico di Massa, Nicola Cavazzuti di Potere al Popolo, Serena Spinelli coordinatrice regionale di Mdp e Adriano Tongiani di Mdp.

Ed è stato Tongiani ad aprire l'incontro: «Compito della sinistra era quello di dare un volto umano ai processi di globalizzazione, ma è rimasta subalterna ai grandi capitali, questo è il dato da analizzare. È una sinistra che sembra non essere più necessaria di fronte ai populismi, come se avesse esaurito la sua funzione». Di diverso avviso il segretario Pd, Perinelli: «Le ragioni per le quali la sinistra ha un senso sono tutte sul tappeto: io ritengo che la nostra Costituzione, che noi consideriamo grande, non sia gestibile se non c'è una grande sinistra, non quindi formata da piccoli partiti. Con questo spirito noi dobbiamo affrontare questa discussione. Non servono cacciaviti ma martelli, sono tornanti della storia che noi dobbiamo sapere come affrontare».

«Ripartire dal conflitto di classe», la conclusione per Nicola Cavazzuti di Potere al Popolo. «Tornare dalle vertenze sul territorio - ha proseguito Cavazzuti - allo sporcarsi le mani. Credo sia il caso di tornare indietro, ad occuparci di lavoro. Dobbiamo dire che il Job’s act è stato un errore, il lavoro precario è stato avallato quando il centrosinistra era al governo».

Ragionare sui contenuti e riprendere in mano il discorso politico che è stato trasferito sui social, l'analisi dell’ex sindaco Alessandro Volpi: «Com'è stato possibile di fronte ad una verità che non esiste vincere le elezioni? Il reddito di cittadinanza è una proposta sgangherata in contraddizione con la flat tax e insostenibile dal punto di vista finanziario. E se mi avessero chiesto di mettere in fila i dieci problemi della città avrei fatto fatica a mettere i migranti al primo posto. Per Salvini è più facile fare un tweet che argomentare una politica dell'accoglienza. Ma serve consapevolezza culturale che il diritto d'asilo sia un diritto sacrosanto che fa parte delle libertà individuali». —
 

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di Redazione web