Il Tirreno

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«Caro Ferri, lavora per la libertà della Lunigiana dal giogo toscano»

Nicla Ghironi di Vivere Soliera si rivolge al deputato Pd  e ribadisce come il territorio si senta più apuo-ligure che apuo-toscano

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Scusa mio caro, ma le tue abituali lamentele su nostra stampa quotidiana in merito al funzionamento o alla spogliazione dei due ospedali lunigianesi è francamente stucchevole e deprimente”. Inizia così un intervento di Nicla Ghironi, dell’associazione Vivere Soliera Apuana, rivolta al deputato del Partito democratico (e magistrato) Cosimo Maria Ferri, nativo di Pontremoli, già sottosegretario alla Giustizia nei Governi guidati da Letta, Renzi e Gentiloni.

“Soprattutto perché vengono dal figlio dell’onorevole Enrico Ferri (ministro dei Lavori Pubblici nel Governo De Mita, ndr), il quale per primo ha avuto l’intuizione di una Lunigiana libera, sicuramente libera da una regione, la Toscana, alla quale nulla la lega. Posso parlarti con franchezza, perché conosci l’affetto che mi lega a te e a tutta la tua gloriosa famiglia, a cominciare da quella donna monumento che è tua madre - scrive Ghironi - dunque smettila di elemosinare l’attenzione di un capoluogo di regione, che non sa nemmeno dove sia ubicata la Lunigiana e quelle rare volte che desidera dimostrare il contrario, assistiamo alle ripetute visitine di un Governatore amico dei sinistri amministratori lunigianesi o alle comparsate di un’assessoraregionale che parla in cotesto modo: “vi lascio due letti, vi mando un anestesista, vi faccio portare la carta igienica”. Dunque, caro il mio ragazzo Jacopo, smettila di tendere la mano e riprendi con coraggio il progetto del tuo grande padre, politico puro, di grande dolcezza e generosità, di una simpatia travolgente e affetto da passione civile e politica senza ritegno, aldilà degli inevitabili errori che gente di quella tempra commette per forza di cose”.

Ancora lo scritto: “Lavora per la libertà della Lunigiana dal giogo toscano: se non vuoi riprendere l’esaltante progetto di un territorio regionale grandioso per risorse e potenzialità come quello che oggi è chiamato Lunezia, lavora almeno per la dignità, la storia identitaria e le aspirazioni di noi popolo lunigianese che sappiamo con certezza d’essere apuo liguri e non come ebbe a dire un truce ex sindaco di Fivizzano, apuo toscani”.

Prosegue Nicla Ghironi nella sua lettera a Ferri: “Accetta l’umile suggerimento e lavora per metterlo in pratica. Subito, adesso, per portare alla martoriata Liguria (ma a tutta l’Italia) il valore aggiunto costituito dalla terra di Lunigiana, come atto grandioso per dare memoria eterna ai morti del ponte crollato, che non possono essere riportati in vita attraverso un ponte ricostruito (che comunque deve essere fatto), ma ricordati ad aeternum da un atto legislativo di profondo significato etico, che porterà i nomi innocenti dei morti del ponte”, chiude l’attivista dell’associazione Vivere Soliera Apuana. —



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