Il Tirreno

sicurezza 

Botte tra pachistani davanti alla stazione Uno ferito, altri in fuga

D.D.

Ancora un episodio violento nella zona dello scalo ferroviario È successo domenica sera verso le 23. Intervenuta la polizia

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MASSA

Una rissa davanti alla stazione. Tra pachistani. È successo domenica sera, intorno alle 23. Un uomo è rimasto ferito, anche se le sue condizioni non sono gravi; tanto da rifiutare il trasporto in ospedale. È stato comunque identificato e la volante che è intervenuta, a seguito delle numerose chiamate dei residenti giunte alla centrale, lo ha interrogato per capire se conosceva qualcuno degli aggressori (in realtà lui ha partecipato attivamente alla rissa). La risposta è stata negativa e quindi per ora non è stato denunciato. L’impressione degli inquirenti è che a far scatenare il putiferio sia stata una questione economica, soldi che un gruppo doveva all’altro. Da qui la decisione di farsi giustizia da soli per il mancato pagamento.

Le telecamere installate in piazza IV Novembre hanno ripreso la scena, almeno parte di essa, visto che i protagonisti - una decina in tutto - si sono inseguiti per lunghi tratti. I filmati sono stati acquisiti e verranno visionati in questi giorni, per identificare le altre persone che hanno dato calci e pugni.

L’episodio conferma che la stazione è sempre un posto insicuro, per i viaggiatori ma anche per chi abita in quella zona. Questa estate è stata decisamente difficile. Il fatto più grave il marocchino ferito all’addome da una fucilata, mentre stava riposando su una panchina del binario uno. Un regolamento di conti legato al mondo dello spaccio oppure un gesto razzista. Erano queste le due piste seguite dalle forze dell’ordine. Dopo due mesi si può escludere il razzismo.

L’extracomunitario era in stazione perché era senza fissa dimora e spesso si trovava a passare le notti nello scalo. Non stava dormendo e quindi non è stato colto di sorpresa: ha visto avvicinare il suo aggressore e probabilmente fin da subito ha notato il fucile, viste le dimensioni dell’arma era impossibile nasconderlo. Non si sa se ha tentato di scappare, ma di fatto non ha trovato riparo. Ed è questa dinamica che mischia le carte finora in mano agli inquirenti: conosceva chi ha premuto il grilletto e quindi non credeva di essere in pericolo? Lui ha detto di non sapere chi fosse quell’uomo. Il regolamento di conti potrebbe essere stato deciso per uno sgarro compiuto dalla vittima, magari inconsapevolmente ed è per questo che non è scappato. Pensava di non avere nulla da temere. Ma il tipo di colpo esploso - i pallini - escludono l’intenzione di uccidere. A meno che non volesse soltanto dare un avvertimento al nordafricano. E che lo abbia colpito tra il ventre e l’inguine per un errore, mentre voleva mirare alle gambe. Le telecamere in questo caso non hanno fornito grossi aiuti agli inquirenti. E per questo l’indagine è ancora in corso. —

D.D.

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