Attenzione
Adelmo Cervi: ripartiamo dalla Costituzione
Il figlio di uno dei fratelli trucidati dai fascisti: l’ha riconosciuto Paolo Gozzani (Cgil) alla festa dell’Unità Progressista
MASSA
Per un paio di sere è passato inosservato fra la gente alla Festa dell’Unità Progressista di Articolo Uno Mdp, quel signore un po’anziano, minuscolo dall’aria tranquilla con il suo cagnolino che non l’abbandonava un attimo. Che silenziosamente si avvicinava al bancone dei primi piatta, prendeva una frittura, e poi andava a consumare la sua cena.
Solo con l’arrivo alla festa di Paolo Gozzani, segretario provinciale della Cgil, che si è portato allo stesso tavolo iniziando a discutere con molto interesse, la Festa ha scoperto l’identità dell’ospite: Adelmo Cervi, figlio di Aldo Cervi, il più impegnato dei sette fratelli trucidati il 23 dicembre del 1943 a Reggio Emilia (Adelmo aveva 4 mesi). Una intera famiglia di contadini, cattolici e conservatori. Il nonno Alcide, che è sempre stato cattolico, dopo l’uccisione dei figli è diventato cattolico comunista. Poi non c’è più stato bisogno di altre informazioni, la storia dei Fratelli Cervi ormai è tristemente nota a tutti in italia, e comunque Adelmo è stato invitato subito nel palco per i dibattiti dove si stava iniziando a parlare di Lavoro con Uilian Berti, Paolo Gozzani, Franco Borghini, Sergio Chericoni, Anselmo Ricci e Giulio Pegollo. Tutti hanno lasciato volentieri l’apertura a Adelmo che si è sommessamente avvicinato, e microfono alla mano, ha iniziato a raccontare, un po’della storia della famiglia, dall’impegno politico molto generoso e rischioso ma anche del lavoro rivoluzionario che il nonno con i figli facevano nell’agricoltura, insomma la terra era destinata oltreché a diventare patria di democrazia e libertà anche progresso economico, miglioramento nella produzione agricola quantitativa e qualitativa. Adelmo, che man mano il discorso andava avanti aumentava il tono, il ritmo e l’accaloramento stava calamitando l’attenzione dei presenti alla festa. Quel signore anziano barba e capelli bianchi stava tirando fuori con grinta il meglio dei consigli da dare a giovani e politici attuali. Poi la sua conclusione. “…Infine per semplificare e risolvere quasi tutte le questioni – termina Adelmo – prendiamo una cosa sola, la Costituzione, partiamo con quella da parte di tutti, comunisti e democratici, facciamo con la Costituzione le leggi fondamentali, lasciamo perdere referendum e altre cose fatte per quelli al comando al momento, partiamo da quelle e rispettiamole. La Costituzione e i suoi articoli devono essere la base della nuova Italia: tutti i partiti l’hanno votata, e ci si batta perché questi articoli vengono rispettati...». —
ALDO ANTOLA
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