Toscana
Ma non tutti sono d’accordo «Per adesso restiamo a 1 euro»
Tutti concordano nel dire che ci sono stati rincari anche piuttosto notevoli Ginocchi: «Non è il momento si rischia di perdere clienti»
MASSA
Aumento ma non per tutti. Non esistendo più il cartello, le decisioni adesso vengono prese dai singoli esercenti. E non tutti sposano la linea del rialzo dei prezzi, pur condividendo le ragioni di fondo che fanno arrivare alla scelta.
Anche la signora Luana Tonlorenzi, titolare della Torrefazione San Salvador in Piazza delle Corriere concorda e aspetta di vedere quali saranno le posizioni degli altri. Possibile che il mercato, insomma, prenda la sua direzione non appena l’adeguamento al rialzo sarà effettivo.
«Le spese negli ultimi anni sono triplicate - spiega la proprietaria della torrefazinoe - e il prezzo del caffé per la clientela si è mantenuto nel frattempo fermo. Dietro ad una tazzina di caffè c’è la torrefazione, come nel nostro caso, e poi costi di acqua, corrente elettrica, del latte. Il margine di guadagno è minimo. Se si adeguano gli altri esercenti lo faremo anche noi». Si sta alla finestra insomma.
Aladino Landi, titolare del Bar l’Incontro alla Zecca ha una posizione più cauta: «Visto l’aumento dei costi un aumento sarebbe necessario. Il commercio è in crisi profonda. Noi dobbiamo fare però conto della realtà disagiata della nostra provincia e della clientela, che nel nostro caso è abituale. Siamo sicuri che un aumento anche se piccolo andrebbe ad incidere sulle loro abitudini e finché la situazione è per noi sostenibile, se i fornitori con la nuova stagione non procederanno ad ulteriori rincari, cercheremo di mantenere il più possibile il prezzo attuale».
Il signor Oreste Ginocchi, amministratore delegato dello storico Bar Ginocchi a Borgo del Ponte, è sicuro di adottare una politica differente, sempre attento però a non sacrificare assolutamente la qualità del prodotto offerto: «I rincari indubbiamente ci sono stati e notevoli, ma aumentare il costo del caffè di questi tempi, è controproducente. Sono sicuro che andremmo incontro ad una perdita di clientela perché la gente fa già dei sacrifici e non è davvero il momento ora di fare aumenti, anche 10 centesimi possono disturbare. Noi non abbiamo dipendenti, non paghiamo affitti e quindi non ci ingolosisce quel margine a fine mese in più per noi che va a penalizzare i clienti. Noi resteremo della nostra posizione ancora a lungo».
Insomma il fronte rialzista non è compatto e ognuno per adesso adotterà una politica differente. Dipende un po’ dalle scelte gestionali e dalle situazioni di ogni bar. Di certo un rialzo è una questione che potrebbe “contagiare” anche altre attività. Ma bisognerà aspettare e capire se ci saranno o meno correzioni anche in altri bar cittadini o se rimarrà una scelta circoscritta. —
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