Il Tirreno

l’audizione a roma 

Il ministero dispone nuove analisi sui terreni della ex Farmoplant

DAVID CHIAPPUELLA
Il ministero dispone nuove analisi sui terreni della ex Farmoplant

La riunione richiesta dalla cooperativa La Victor proprietaria del lotto numero 3 dove c’è in cantiere un progetto di riqualificazione edilizia per ora bloccato

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massa

Nei giorni scorsi si è tenuta al ministero dell’Ambiente una riunione tra la Divisione III “Bonifiche e risanamento” della direzione generale per la Salvaguardia del territorio e delle acque (in sigla Sta) del ministero, e la cooperativa La Victor, proprietaria del lotto 3 dell’area Sin ex Montedison/Farmoplant, che si trova all’incrocio tra via degli Unni e la via Dorsale, a Massa.

Per questo lotto, come del resto anche per tutta l’intera area occupata un tempo dalla fabbrica chimica, risulta già completata una prima bonifica, effettuata dalla società Cersam Srl (ex Farmoplant) e certificata dalla giunta regionale con delibera numero 3785 del 22 settembre 1995. Su almeno 11 sub-aree dell’ex Farmoplant, che sulla carta risultava già disinquinata, sono stati però in seguito rinvenuti altri rifiuti e veleni, costringendo ad intraprendere ulteriori procedimenti di bonifica, nonostante si trattasse di lotti già venduti per il loro riutilizzo, come il lotto numero 3, che la cooperativa La Victor ha acquistato da Cersam il 22 gennaio 2001.

Il soggetto inquinatore risulta Edison Spa (ex Montedison), essendo La Victor “non responsabile della contaminazione”. Nel resoconto dell’audizione avvenuta a Roma, pubblicato sul sito del ministero dell’Ambiente, si legge che la riunione è stata convocata su richiesta della stessa società cooperativa, per chiedere “la conclusione positiva del procedimento per i terreni e le acque sotterranee inerenti l’area di pertinenza”, al fine di ottenerne il riutilizzo per un progetto edilizio.

La cooperativa ha sostenuto che Edison avrebbe “completato da tempo”, come intervento di messa in sicurezza e prevenzione dei luoghi, la rimozione dei terreni che avevano presentato concentrazioni di inquinanti superiori ai limiti imposti dalla legge. “Il collaudo dei suddetti interventi - si legge nel resoconto della riunione avvenuta al ministero dell’Ambiente - è stato oggetto di verifica, con esito positivo, da parte di Arpat”. La Victor, dunque, ha chiesto “che la Direzione Sta del ministero dell’Ambiente si esprima sui terreni e le acque di falda sottostanti l’area in esame e che eventuali richieste di interventi inerenti alla rimozione dei rifiuti siano trattate come questione separata senza pregiudicare la conclusione positiva del procedimento relativo alle suddette matrici ambientali”.

Il ministero ha però rilevato alcune problematiche, impegnandosi a compiere le necessarie verifiche. In primo luogo, si dovrà appurare se “nell’area in esame sia stato eseguito un vero e proprio Piano di caratterizzazione successivamente al certificato di avvenuta bonifica emanato dalla Regione Toscana” nel 1995, e “se l’analisi di rischio relativa alle acque di falda sottostanti” al lotto 3 “sia stata seguita anche in modalità inversa”, o solamente in modalità diretta. Oggetto di verifica saranno anche i cumuli di terreno presenti nell’area, che La Victor intende utilizzare per livellarne la superficie.

La cooperativa sostiene “di aver analizzato, su richiesta del Ministero dell’ambiente, campioni di terreno prelevati dai cumuli sopra citati”, verificandone, “in contraddittorio con Arpat”, la conformità ai limiti di legge. —

DAVID CHIAPPUELLA

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