Il Tirreno

la denuncia 

«Frazioni isolate con la chiusura del ponte dei Cappuccini»

«Frazioni isolate con la chiusura del ponte dei Cappuccini»

Una lettrice se la prende con il Comune che non ha pensato a un’alternativa per raggiungere Pontremoli. «L’unico passaggio è da Monte Galletto»

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pontremoli

“Vorrei denunciare la cattiva gestione del Comune di Pontremoli in merito ai lavori al ponte ferroviario cosiddetto dei Cappuccini”: inizia così un lungo intervento inviato da una nostra lettrice, Paola Geminiani, che denuncia una condizione che lei come altri residenti di alcune frazioni (Arzengio, Ceretoli e Castangiola) si trova ad affrontare in queste settimane.

Si legge nello scritto: “Sono state isolate tre frazioni in quanto l’unica strada accessibile per raggiungere il capoluogo Pontremoli è il passaggio da Monte Galletto: una strada che è stretta e molto ripida, e non è accessibile a mezzi non idonei. Siccome non tutti sono dotati di grossi suv o jeep, ed esistono persone (come me, per esempio) che non sono automunite, già questo è un bel problema”.

Ma c’è dell’altro, come segnala ancora la signora Geminiani: “In più il Comune prende anche in giro le persone creando una strada "alternativa pedonale", ovvero un passaggio che dai Cappuccini si addentra in un bosco per arrivare alla via principale scavalcando la rete ferroviaria. Una strada con il terriccio friabile, un saliscendi ripido e scosceso che puoi fare solo con scarponi e un buon bastone per non rischiare di scivolare e finire a ruzzoloni sulla strada, dove per altro passano le automobili. Questa strada che secondo il sindaco di Pontremoli è indicatissima per i pellegrini, ma non per le persone che vanno a lavorare, e magari quando rientrano devono portarsi a casa anche i sacchi del supermercato”.

La residente se la prende con il municipio del comune della Lunigiana: “Per altro siccome le tasse le paghiamo profumatamente e si hanno anche le trattenute in busta paga sia regionali che comunali, penso che tutelare i cittadini dovrebbe essere la priorità, visto che un’ambulanza per raggiungere le frazioni dovrebbe fare un giro dantesco, e arrivare dal malcapitato in ritardo, a rischio della salute e sopravvivenza dello stesso. Stessa cosa vale per il ritiro dei rifiuti sul territorio. Siamo nel 2018, ma qui sembra di essere ancora nel medioevo e quando ti rivolgi alle istituzioni comunali, ti guardano col sorrisetto di commiserazione e praticamente questi rimangono solo problemi tuoi. Mi hanno dato anche il numero di telefono per farmi sapere qualcosa in merito - aggiunge- ma guarda caso non rispondono”. Chiude la signora: “Sono andata in Comune e mi hanno riferito che verrà costruita una passerella pedonale, ma sarà aperta solo dalle 7.30 alle 8.30 e dalle 19.30 alle 20.30. Cioè se riesci a scendere in quell’orario poi rimani fuori casa per 12 ore. E non si calcola che ci sono lavoratori che fanno turni in ospedale, ferrovie o panifici dove ci alza di notte”. —



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