Il Tirreno

IL CASO

Sversamenti nei fiumi e gestione rifiuti, minacce e intimidazioni alla Capitaneria

D.D.
Sversamenti nei fiumi e gestione rifiuti, minacce e intimidazioni alla Capitaneria

Il procuratore capo Giubilaro apre un fascicolo: «Vogliono impedirci di controllare chi sta inquinando il territorio»

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MASSA CARRARA. Minacce e intimidazioni; pressioni e consigli a occuparsi di altro per non passare dei guai. A subire tutto questo gli uomini della capitaneria di porto che stanno conducendo indagini per conto della procura, a farli chi è oggetto dei controlli ordinati dal procuratore capo in persona. Ed è proprio Aldo Giubilaro a rispondere «all’atteggiamento mafioso» subito dal comandante della Capitaneria di Porto di Marina di Carrara, Capitano di Fregata Maurizio Scibilia e dai suoi uomini. In due modi: premiandoli pubblicamente, alla presenza del Comandante generale del corpo delle Capitanerie di porto, Ammiraglio ispettore capo Giovanni Pettorino, e del Comandante regionale della Toscana, Contrammiraglio Giuseppe Tarzia con un encomio solenne, e perseguendo gli autori delle minacce. Il fascicolo è stato aperto, per ora contro ignoti ma presto si arricchirà dei nomi di chi ha tentato di stoppare gli accertamenti a carattere ambientale, relativi agli scarichi e alla gestione dei rifiuti prodotti dalle circa 500 attività produttive di lavorazione del materiale lapideo e dalle numerose attività che producono rifiuti o scarichi di acque reflue industriali (rimessaggi di natanti, distributori di carburante, lavanderie e autolavaggi).

Quando il Capitano di fregata Scibilia ha messo al corrente il procuratore capo di quanto successo a lui e ai suoi uomini, Giubilaro ha scritto una lettera ai vertici delle capitanerie di porto spiegando che bisognava dare un segnale importante per combattere questo velo di omertà, proponendo per i militari un riconoscimento ufficiale. «In un paese che scricchiola è bello sapere che ci sono persone così, fa tirare un sospiro di sollievo. Abbiamo il compito di combattere queste forme di vigliaccheria e di omertà che hanno provato in tutti i modi a fermare questa indagine». Poche parole ma precise. Il capo della procura però ha deciso di non rendere pubblica la lettera, per non svelare parte del segreto istruttorio.

Perché sulle intimidazioni ha aperto un fascicolo e vuole andarci a fondo: «Non siamo in un contesto facile - ha aggiunto -, mi verrebbe da dire che Massa-Carrara non è né il Veneto né l’Alto Adige e quindi muoversi contro certi poteri è piuttosto complicato. Ma lo facciamo ugualmente, grazie a persone come queste che abbiamo deciso di premiare. Non è una formalità, ma un gesto di una certa sostanza e per questo motivo ho voluto che fosse presente la stampa. La capitaneria di porto non è sola». La procura non rivela in cosa sono consistite le intimidazioni e le minacce; ma fa intendere che avevano come scopo quello di bloccare le verifiche, che in questi mesi sono state davvero tante. Oltre a perseguire chi ha minacciato, Giubilaro e la capitaneria proseguono gli accertamenti sugli scarichi e sulla gestione dei rifiuti prodotti dalle attività che insistono su Carrione e Frigido. —

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