Gioco
Contestazione disciplinare al segretario della Filt-Cgil
Gozzani: il provvedimento dell’Autorità portuale di cui è dipendente per aver segnalato un verbale fatto la mattina dell’incidente mortale
RICORTOLA
«C’è troppa omertà e retorica e bisogna avere il coraggio e l’onestà intellettuale di dirlo: non è stata una fatalità!»: alza la voce alla Festa dell’Unità progressista a Ricortola, Paolo Gozzani parlando di Alessandro Lorenzani, il lavoratore portuale deceduto in un incidente al porto e denunciando il fatto che il sindacalista Domenico Ciavarella, segretario Filt-Cgil, per aver dichiarato che si tratta di una morte annunciata, ha ricevuto una contestazione disciplinare dall’Autorità di Sistema Portuale di cui è dipendente. Alla Festa di Articolo Uno e di Movimento Democratico e Progressista si discute infatti di lavoro a tutto tondo, sia in termini di occupazione che in termini di sicurezza e tra gli ospiti, anche il segretario provinciale della Cgil Paolo Gozzani e il segretario generale della Uil Area Nord Toscana Franco Borghini, i primi fra tutti a sollevare la questione sicurezza. Grande assente della serata è rimasta la Cisl, a conferma della rottura che si sta consumando in questi giorni fra le sigle sindacali. Dopo aver fatto la tragica conta delle morti bianche che continuano a colpire la nostra provincia, con 3 incidenti mortali successi in pochi mesi, tutti all’unanimità hanno puntato il dito sulla frammentazione delle realtà politiche, sindacali ed economiche territoriali per assenza di una regìa comune, anche tra le stesse amministrazioni di Massa e Carrara e su una unità di intenti che latita. «Un incidente alla cava di Fantiscritti qualche mese fa- ha acceso la serata Gozzani avviando il suo intervento ricordando per primo, Luciano Pampana, deceduto in cava a maggio-poi Luca Savio-ha proseguito- nel piazzale di viale Zaccagna il mese scorso e adesso Alessandro Lorenzani: abbiamo subìto 3 morti in 4 mesi e quello che abbiamo registrato in questa ultima tragedia, come nelle altre, è che non si tratta di fatalità». Per Gozzani è giunto il momento quindi di far sentire il grido di dolore. Il sindacalista ha riconosciuto lo sforzo messo in campo finora per affrontare quella che sembra un’emorragia di morti, attraverso normative, protocolli d’intesa e forti investimenti sui controlli, ma il problema resta, accusa. «Perché non si rispettano le procedure-incalza ancora il segretario provinciale della Cgil- perché non può accadere che un pedone sia nello stesso punto in cui passa un muletto di quelle dimensioni con un peso di 60 tonnellate e con visibilità ristrettissima: pedoni e muletti non si devono incrociare. Che si recinti, si facciano corsie separate, si usino strumenti di segnalazione. Nelle strade ci sono corsie, semafori, le strisce, ci sono gli specchi». E Domenico Ciavarella, ha ricordato Gozzani, ha pagato con una contestazione disciplinare l’aver denunciato che la mattina del giorno dell’incidente dentro il porto era stato fatto un verbale per delle lamiere con sopra delle travi. —
FRANCESCA VATTERONI
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