La manifestazione
Casette, paese dimenticato Case pericolanti e nessun servizio
Il sopralluogo dell’amministrazione comunale: «Dobbiamo investire sulle nostre frazioni montane»
MASSA
Casette è un paesino fatto di vicoli e vecchie dimore in muratura, dove tutti si conoscono, dove regnano l’ospitalità e la cooperazione tra abitanti; ma quel borgo da anni, forse troppi, è stato lasciato a sé stesso. Le stradine sono sconnesse, le panchine rotte, le fontanelle per l’acqua sono chiuse da tempo e, ben peggio, molte abitazioni sono pericolanti, transennate, molte disabitate e il problema maggiore è che appartengono a numerose proprietari, difficili da rintracciare.
Questo è lo scenario che si sono trovati di fronte l’assessore ai Lavori pubblici Marco Guidi, la delegata alla montagna Giorgia Garau e il consigliere Alessandro Amorese, accompagnato dai rappresentanti di Fratelli d’Italia Alessandro Cancogni e Simone Ricci. E’ Giuseppe Ricci, un residente, a fare da Cicerone al gruppo, partendo dalla piazza principale dove ad accogliere le persone c’è il grosso cartello della toponomastica sbiadito e con poca illuminazione.
Poi su per i viottoli: prima tappa una casa abbandonata in via Costagrande, vuota, calcinacci per terra, ma con la porta aperta per cui chi vuole entra liberamente con il rischio di farsi male. E quel problema, con una telefonata, l’assessore Guidi lo ha risolto. Si arriva a quello che una volta era il lavatoio, una struttura coperta e che potrebbe essere riqualificata, oggi utilizzato perlopiù come discarica, con sporcizia, erba alta, bombole vuote del gas ammassate e scritte ovunque. Dall’altra parte del paese altre abitazioni a rischio, come lo spazio interdetto usato come cantina dalla famiglia di Arianna Chioni: «È crollato tutto e per fortuna nessuno si è fatto male, abbiamo perso tutto, ma quel che è peggio è che non abbiamo visto nessuno e abbiamo i ponteggi fissi da anni». Simile la situazione per Nella Ricci che vive con la nonna di 85 anni e per entrare in casa deve passare in uno spazio di pochi centimetri, accanto ad una sorta di cantiere creato a protezione, che di protezione ha ben poco, di una struttura inagibile appartenente ad una ventina di proprietari.
«Anni fa crollarono i solai – racconta Nella – il comune di Massa mise una copertura che con il maltempo volò via facendo anche danni alla casa del vicino, hanno chiuso porte e finestre, ma i vetri sono crepati. Mi hanno detto di correre quando passo da lì – continua – ma mia nonna come fa? Quando si è sentita male, poco tempo fa, non ci passava neanche la barella». L’assessore Guidi non si tira indietro di fronte a quella che è una vera e propria emergenza generale e, dopo aver verificato con i propri occhi «la situazione è drammatica, il forte stato di abbandono e il pericolo strutturale» è ancora più convinto che l’amministrazione debba «investire sulle frazioni montane perché sono anche motivo di attrazione turistica; c’è da ripensare su dove mettere i soldi perché evidentemente, in questi anni, i fondi sono stati messi in altre situazioni senza concentrarli sulle emergenze, ma Casette è una priorità». C’è poi l’area, circondata da case abbandonate e pericolanti, che sarebbe rientrata in un progetto Piuss; lì abitano tre famiglie, otto persone, che hanno anche presentato denuncia alla Procura. I cittadini hanno anche segnalato un problema per il passaggio dei mezzi pesanti che sovraccaricano la strada comunale e il relativo versante già bloccato dalla rete metallica. «Come Fratelli d’Italia – aggiunge il consigliere Amorese – chiederemo massima attenzione e passione rispetto alle frazioni montane». Niente poste, niente scuole, niente farmacia, nessuna edicola. E’ rimasto solo un negozietto di alimentari. —
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