Proteste
Canapacity, ecco il regno della canapa
In vendita alimentari, abbigliamento, giardinaggio e altro «Non è marijuana o cannabis, nessun effetto psicotropo»
la novità
Sta per aprire in via Donati n° 1, località Stadio, la città della canapa. Si tratta di un negozio, Canapacity il suo nome, dove si potrà trovare un’assortita gamma di prodotti derivati della canapa. L’inaugurazione si terrà oggi alle 18, aprirà le porte quindi anche a Carrara un genere di negozio, che si sta diffondendo e sta riscuotendo successo un po’ dappertutto in Italia, con più di 800 negozi sparsi in tutto il paese. Sugli scaffali del nuovo esercizio ci saranno quindi molti tipi di prodotti a cominciare dagli alimenti, con pasta, olii, farina, biscotti, cioccolata e addirittura nutella alla canapa, la canacciola e poi ancora birra e caffè e tanti altri prodotti ancora. «Sono tutti prodotti molto ricercati da chi vuole mangiare bene e sano-spiega Augusto Callegari che insieme al fratello Luca, entrambi giardinieri, ha aperto la nuova attività-ricchi di fibre, di omega 3 e omega 6 e poi sono senza glutine». Non mancheranno i tessuti ad arricchire la vasta offerta, come le lenzuola per esempio: «Sono lenzuola ipoallergeniche fresche d’estate e calde d’inverno» assicura Augusto. Ci sarà anche il reparto agricoltura e giardinaggio con le attrezzature necessarie per la coltivazione della canapa. Ci saranno le infiorescenze: «E’ il settore che va di più-riconosce Augusto Callegari-con una clientela numerosa che va dai 30 ai 60/65 anni». Infiorescenze che, come recitano le indicazioni dietro le bustine in vendita, sono in commercio per "ricerca e sviluppo, uso tecnico e collezione”.
«Quello a cui noi teniamo è che venga fatta chiarezza una volta per tutte sulla differenza tra canapa, marijuana e cannabis-chiede Augusto-perché anche se appartengono tutte alla stessa famiglia di piante, hanno percentuale di concentrazione di thc (tetraidrocannabinolo) diversa». La canapa infatti contiene solo in minima concentrazione il principio attivo che provoca lo “sballo” e non ha quindi alcun effetto psicotropo. «La legge 242 del 2016 consente la concentrazione di thc nel range che va dallo 0,2% allo 0,6%», spiega Andrea Rossi rappresentante legale pro tempore degli associati Asacc (Associazione sindacale autonoma coltivatori lavoratori e lavorazione canapa), indicando quindi in questa forbice le misure legali previste oltre le quali si passa all’illegalità. In particolare, come precisa Augusto, una recente circolare ministeriale del 2017 ferma allo 0,2% il limite massimo di concentrazione di thc per la commerciabilità. Appuntamento a stasera, ci sarà un buffet. —F.V.
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