Sicurezza
«Il fiume nero dei morti non si arresta senza impegno»
Duro comunicato dell’Anpi «Sarebbe bastato un congegno da installare sul mezzo per salvare Lorenzani Quanto vale la vita ?»
carrara
Cordoglio mescolato a rabbia per la terribile morte di Alessandro Lorenzani durante il suo turno al piazzale al porto. Duro comunicato dell’Anpi, che chiede contromisure contro quello che pare ormai un destino inevitabile per troppi lavoratori.
«Il fiume nero dei “morti di lavoro” continuerà a scorrere, come se questo fosse una malattia, di cui si muore perché tutti i qualcosa si deve morire. Ci è stato riferito che il povero Alessandro sarebbe ancora tra noi se ci fosse stato un congegno come è installato nelle auto per avvertire il conducente di una distanza pericolosa durante le manovre. Quel congegno naturalmente sarebbe costato, ma più di Lissan? E della sua famiglia? E di quel suo compagno di lavoro incolpevole la cui vita non sarà più quella di prima », scrivono dall’associazione partigiani.
Altrettanto nette le parole dell’Anmil, l’associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro. «Non vogliamo sentir parlare di fatalità, se succede è perché qualcosa nel sistema, nelle norme di sicurezza e prevenzione ha fallito. Non più tardi di un mese fà piangevamo la morte di Luca Savio oggi quella di Alessandro Lorenzani quando finirà questo bollettino di guerra che continua ad aggiornarsi giorno dopo giorno? Per questo la sicurezza nei luoghi di lavoro è una priorità assoluta».
Cordoglio anche dal mondo politico. Il deputato Cosimo Ferri parla di alleanza tra lavoratori e impresa: «Servono più controlli, ma anche un cambio culturale che metta al centro il lavoratore responsabilizzandolo e facendogli comprendere fino in fondo i rischi che può correre. Lavoratori e imprese devono stare dalla stessa parte».
Interviene anche l’assessore alla salute Stefania Saccardi: «Ogni volta, con più sdegno e più dolore – dice – è inaccettabile morire di lavoro, sul lavoro. Per questo la sicurezza nei luoghi di lavoro è una priorità assoluta per il presidente Enrico Rossi e la giunta toscana. E continueremo a lavorare e investire affinché simili episodi non si verifichino più». —
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