Lutto
I Carc: siamo andati avanti nonostante Stefano Benedetti
Bilancio della Festa della Riscossa Popolare. «Numeri positivi, anche se il presidente del consiglio ha inviato tutti i giorni i vigili e chiedeva lo sgombero»
MASSA
Si è conclusa l’ottava edizione della Festa nazionale della Riscossa Popolare. «E’ stata un’edizione da cui usciamo molto soddisfatti per gli obiettivi politici, economici e organizzativi che abbiamo raggiunto - spiega il partito dei Carc in una nota - e per le prospettive di lavoro da mettere in campo fin da subito a Massa, nei territori dove siamo presenti, e anche in quelli dove ancora non abbiamo sezioni ma che hanno visto la partecipazione di compagni che vi operano: dalla Sardegna e da Piombino, per citarne alcuni». Secondo i promotori, «Abbiamo vissuto e fatto vivere nel concreto cosa significa Festa politica e popolare con i momenti di studio e formazione, nei dibattiti politici e nel tavolo Donne, con i concerti e gli spettacoli teatrali, il torneo di calcetto e la gita collettiva a Forno del 16 agosto, con la partecipazione (molto gradita) di altre organizzazioni come Acad e lo Spartak Apuane. E’ con questo spirito che abbiamo coinvolto anche diversi esercizi commerciali e professionisti del territorio che hanno dato il loro contributo materiale ed economico alla Festa, non limitandoci allo “sponsor” ma sviluppando il dibattito sulla crisi generale in cui siamo immersi (che li colpisce) e le vie per uscirne».
I Carc forniscono alcuni numeri: «Dal 14 al 17 agosto, 108 membri del Partito, collaboratori e simpatizzanti suddivisi in 23 squadre hanno gestito gli spazi del Parco della Comasca, dal campeggio alle pulizie fino alla cura dei più piccoli; il ristorante ha registrato una media di 100 coperti a sera con il “picco” del pranzo di Ferragosto a cui hanno partecipato più di 160 persone. Ai due dibattiti, il primo sul Governo e la prospettiva politica e il secondo sulla lotta contro la morte lenta delle aziende, hanno partecipato esponenti politici come il deputato del M5S Ricciardi, le organizzazioni P101, Essere Sinistra e il Comitato 25 Aprile della Val d’Elsa, rappresentanze di lavoratori di Sanac, Rational e indotto Ge di Massa, delle acciaierie ex Lucchini di Piombino, della Bekaert (ex Pirelli) di Figline Valdarno, della Piaggio di Pontedera, della Maserati di Grugliasco». Varie altre le iniziative, dagli spettacoli al Caffè letterario.
«Tutto questo - si aggiunge - è stato realizzato con successo nonostante le continue provocazioni e minacce orchestrate dal presidente del Consiglio Comunale Stefano Benedetti, che quotidianamente ha inviato i vigili urbani (fino al loro comandante) per cercare di ostacolare il proseguimento della Festa, arrivando a chiedere lo sgombero forzato del campeggio che ospitava coloro che erano impegnati nei lavori. Non ci siamo scomposti di fronte a un’arroganza che conosciamo ormai bene di chi cerca in ogni modo di impedire il legame e l’organizzazione fra i comunisti e le masse popolari, di chi non trova di meglio da fare che impiegare tempo e fiato in abbaiate che non spaventano nessuno invece di occuparsi di problemi reali del territorio massese: come lo stato catatonico in cui versano servizi come trasporti e Sanità, il dissesto idrogeologico e l’abbandono dei quartieri popolari, la dismissione dell’apparato produttivo che dalla Rational a Ge porta Massa ad avere le percentuali più alte del Centro Nord del paese. Questi sono i reali problemi a cui mettiamo quotidianamente le mani insieme alle organizzazioni operaie e popolari e a quelle che si stanno strutturando, per costruire l’alternativa politica dal basso, e da cui Benedetti si tiene a debita distanza. Noi non ci siamo fermati».—
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