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Apicoltura, nuove norme Limite all’autoconsumo e più tutela delle api

Apicoltura, nuove norme Limite all’autoconsumo e più tutela delle api

Il consiglio regionale ha modificato la legge in vigore dal 2009 Coldiretti: «Settore strategico, difendere la produzione locale»

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massa-carrara

Buone notizie per gli apicoltori della Lunigiana e della costa apuana: approvata dal consiglio regionale della Toscana la nuova legge per l’apicoltura toscana che modifica la normativa del 2009 ridefinendo l'esercizio, la tutela e la valorizzazione del settore.

Le modifiche hanno interessato alcuni dei capisaldi dell’impianto normativo e che sono andate nella direzione di semplificare le procedure amministrative per chi intende iniziare l’attività ma anche per chi già la porta avanti, delimitare la soglia di autoconsumo con un limite massimo di 10 arnie, garantire una maggiore tutela delle api e degli insetti pronubi, la cui presenza è fondamentale per l'equilibrio dell'ecosistema, rivedendo anche la norma relativa al divieto di utilizzo di prodotti fitosanitari che possano essere dannosi nei periodi di fioritura. Basti pensare che 3 colture su 4 dipendono all’operoso lavoro delle api per effetto dell’impollinazione.

«Nella nostra provincia – commenta Francesca Ferrari, presidente Coldiretti Massa-Carrara – l’apicoltura è un settore strategico anche a livello commerciale grazie al miele della Lunigiana Dop che non ha eguali nel mondo. Negli ultimi anni il settore ha faticato molto a causa della siccità e dell’inquinamento e gli effetti sulla produzione sono stati evidenti con crolli anche del 50%. Il quadro è decisamente migliore rispetto alle ultime annate. Ecco perché è importante, anche alla luce di queste difficoltà, acquistare miele locale e italiano. Il primo sostegno arriva da noi nelle scelte alimentari». Aggiunge Maurizio Fantini, direttore provinciale Coldiretti: «Per evitare di portare in tavola prodotti provenienti dall’estero, spesso di bassa qualità, occorre verificare con attenzione l’origine in etichetta oppure rivolgersi ai produttori nelle aziende agricole, negli agriturismi o nei mercati di Campagna Amica. La parola Italia deve essere presente sulle confezioni di miele raccolto interamente sul territorio nazionale mentre nel caso in cui il miele provenga da più paesi dell’Unione Europea, l’etichetta deve riportare l’indicazione “miscela di mieli originari della CE”; se invece proviene da Paesi extracomunitari deve esserci la scritta “miscela di mieli non originari della CE”, mentre se si tratta di un mix va scritto “miscela di mieli originari e non originari della CE”». —

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