Il Tirreno

Bogazzi: «Oggi è il giorno del silenzio, giusta la scelta di fermarsi» I sindacati: «I lavoratori sono in condizioni di ricattabilità e paura» 

Ieri i portuali fermi per iniziativa spontanea Sciopero e lutto cittadino per il giorno dei funerali

L.R.D.
Ieri i portuali fermi per iniziativa spontanea Sciopero e lutto cittadino per il giorno dei funerali

IL GIORNO DOPOIeri al porto era tutto fermo, i portuali hanno sospeso le attività per lutto: iniziativa spontanea. Lo sciopero è solo rimandato, con i sindacati che annunciano «uno sciopero...

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IL GIORNO DOPO

Ieri al porto era tutto fermo, i portuali hanno sospeso le attività per lutto: iniziativa spontanea. Lo sciopero è solo rimandato, con i sindacati che annunciano «uno sciopero territoriale di tutte le categorie di 4 ore il giorno in cui si celebreranno i funerali mentre lo sciopero sarà per l’intera giornata per i lavoratori portuali». A proclamarlo sono le tre sigle – Cgil, Cisl e Uil – ed è un richiamo alla responsabilità sulle morti per lavoro legate alla sicurezza. Un rifiuto all’idea di fatalità.

La decisione di fermare i lavori con una giornata di lutto è stata autonomamente presa dai lavoratori. Impossibili caricare e scaricare le navi, lavorare in banchina e tra le merci dopo quello che è successo al loro collega Alessandro Lorenzani. E così si fermano i compagni di banchina della Porto Spa di Lorenzani, mentre i colleghi della Grendi, altro operatore del porto, hanno deciso di destinare due ore al cambio del turno in un’assemblea nella quale si sono riuniti per parlare proprio di temi legati alla sicurezza. Il porto rende omaggio a uno dei suoi figli.

Il sindaco Francesco De Pasquale ha annunciato il lutto cittadino per il giorno dei funerali.

Preferisce non parlare l’armatore della Porto di Carrara Enrico Bogazzi: «È il giorno del lutto e della sofferenza per una vita che si è spenta tragicamente. Ho apprezzato la scelta di un giorno di lutto e non di sciopero decisa dai lavoratori».

I sindacati ribadiscono la preoccupazione per le condizioni di difficoltà nelle quali si trova chi lavora: «Lo urliamo a gran voce da tempo, purtroppo inascoltati, che è necessario un impegno di tutti i soggetti istituzionali affinché ci si adoperi fermamente per fermare questa strage, perché di strage si sta parlano. Viviamo in un territorio dove la mancanza di lavoro e il peggioramento delle condizioni di lavoro mettono i lavoratori in una condizione di ricattabilità e paura, tanto che ormai pare quasi normale lavorare in condizioni di palese pericolosità. Tutto questo non è accettabile e continueremo a denunciarlo con ogni mezzo ».

Emanuele Menconi, rappresentante lavoratori sicurezza della Cisl dichiara: «Nel corso dell’ultimo decennio la sicurezza in porto ha fatto passi avanti, sono state attiva procedure per abbassare il rischio il più possibile. Ciò nonostante, in porto come in cava o nei cantieri, non è possibile ridurre il rischio allo zero. Riguardo all’evento tragico non mi permetto di trarre alcuna conclusione. Starà a chi di dovere trovare le cause, e se ci saranno, attribuire eventuali responsabilità. In queste tipologie di lavoro non bisogna mai abbassare la soglia di attenzione perché il pericolo, nonostante gli accorgimenti, è sempre dietro l’angolo».

L’Associazione industriali parla di «un profondo senso di amarezza e di rabbia. le società come Porto di Carrara, Solvay, Skf e Nuovo Pignone, con le loro meticolose procedure, le certificazioni e le continue campagne di sensibilizzazione, hanno spronato tutto il sistema imprenditoriale locale a mettere la sicurezza al centro della vita quotidiana. Questo inaspettato e inspiegabile incidente ha risvegliato in loro il senso di appartenenza ad una piccola comunità dove tutti condividono lo spirito di gruppo e l’attenzione per la sicurezza. Da qui la decisione, in segno di lutto, di sospendere le attività portuali per un giorno, decisione fatta propria da Porto di Carrara e molto apprezzata dall’Associazione». —

L.R.D.

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