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Flash mob di Italia Nostra «proteggiamo le piante»

Benedetta Bianchi
Flash mob di Italia Nostra «proteggiamo le piante»

Una quindicina di ambientalisti si sono ritrovati nella piazzetta di fronte al teatro Guglielmi con gli annaffiatoi. Poi nel pomeriggio è arrivata la pioggia

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Cartelli in mano «proteggiamo le piante», «salvate il verde», «stop al degrado», una quindicina di soci e simpatizzanti di Italia Nostra ieri mattina si sono ritrovati nella piazzetta di fronte al teatro Guglielmi per un flash mob in nome delle piante secche della città. Fortuna ha voluto che poi, nel pomeriggio, la pioggia caduta sulla città abbia dato una mano agli attivisti. Era un invito dell’associazione al Comune per annaffiare le piante, alcune pregiate e costose, che stanno morendo. Così con annaffiatoio e acqua, gli ambientalisti hanno irrigato l’arancio accanto al teatro per poi recarsi all’aiuola proprio di fronte al palazzo comunale perché «le piante sono l’unica speranza di sopravvivenza ambientale, salveranno il pianeta dall’inquinamento motivo per cui bisogna aumentare l’arredo urbano alboreo e non farlo morire», ha sottolineato Bruno Giampaoli, presidente di Italia Nostra. «Come cittadini non possiamo rimanere inerti di fronte a questa strage – ha aggiunto - non possiamo subentrare all’amministrazione, ma se c’è bisogno interveniamo noi fino al termine dell’emergenza». Italia Nostra ha provveduto nei suoi vent’anni di attività all’installazione di 5.000 piante di vario genere tra cui mille oleandri in via Bordigona, cinquanta alberi alla Ugo Pisa, cinquecento al parco del Magliano e molte altre nelle scuole e sparse per la città. Ma se nessuno le cura e seccano è uno spreco di soldi oltreché una perdita ambientale; l'amministrazione comunale ha già portato via due magnolie completamente secche che si trovavano alla Martana segnalate proprio da Italia Nostra. C’è anche un problema di impianti irrigatori in più parti non funzionanti. Inoltre, l'ambientalista Maria Aurelia Cornali fa notare che gli alberi vengono «potati o capitozzati quando gli animali nidificano senza contare che se si taglia la chioma vanno in sofferenza anche le radici». —

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