Il Tirreno

Straziato da un muletto in porto, muore un operaio di 39 anni

DANILO D’ANNA
Straziato da un muletto in porto, muore un operaio di 39 anni

Ancora un incidente sul lavoro: Alessandro Lorenzani travolto dal fork lift, non è stato visto dal conducente

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MARINA DI CARRARA

Non si sono visti e non si sono sentiti: uno è finito all’obitorio, l’altro dentro un’ambulanza in stato di choc. Due colleghi della Porto Carrara spa che stavano lavorando sulla banchina di levante, la Fiorillo, alle 15.30 di un pomeriggio caldo come l’inferno. Alessandro Lorenzani, 41 anni, è morto schiacciato dal grosso muletto, il fork lift che stava passando proprio mentre lui, impegnato nelle operazioni di scarico di una nave arrivata da poche ore dal Brasile, è sbucato da dietro dei blocchi di marmo. Una disgrazia. Ma anche, sostengono i sindacati, il frutto di un lavoro svolto sotto organico e senza un briciolo di accorgimenti per garantire la sicurezza di chi vuole soltanto guadagnare i soldi per tirare a campare.

I due portuali - che lavoravano tutti i giorni gomito a gomito - si stavano muovendo in uno spazio meno angusto di altri in quell’area ma, a quanto pare, in una zona - ma questo deve essere l’inchiesta della procura a stabilirlo (il pm è Roberta Moramarco) - sprovvista di segnalatori acustici e luminosi. Il trentanovenne è passato proprio mentre arrivava il muletto che issa i carichi sulle imbarcazioni. Probabilmente era sovrappensiero e non ha visto il mezzo, mentre il rumore del motore era coperto dai suoni della normale attività portuale. La vittima è stato preso dalla prima ruota anteriore e trascinato davanti al muletto, che intanto proseguiva la sua marcia lenta e inesorabile. Chi era ai comandi non ha avvertito niente, anche perché aveva da poco bucato una gomma e quindi stava solo portando il mezzo a riparare. Lorenzani è stato trascinato sotto il pianale e poi ancora sotto l’altro paio di ruote. Straziato da 50 tonnellate di peso. La scena l’hanno vista alcuni addetti alla nave e si sono messi a urlare. A quel punto il macchinista si è voltato e ha capito ciò che era accaduto.

Ed è qui che l’investitore ha avuto un crollo: si è messo a piangere ed è stato soccorso dall’ambulanza del 118 che era arrivata nella speranza di salvare l’investito. Proprio per questo era già decollato il Pegaso, ma l’elicottero è stato avvisato mentre era ancora in volo che non c’era più nulla da fare e che poteva fare rientro al Cinquale. Sulla banchina oltre ai tecnici dell’Asl c’era anche la polizia. Gli uomini del commissario Corrado Mattana hanno effettuato i rilievi dell’incidente e hanno acquisito le immagini delle telecamere puntate sull’area Fiorillo: Lorenzani attraversa, il muletto passa e non c’è nulla da fare perché chi guida non può vedere l’ostacolo, che in teoria non avrebbe dovuto esserci. Sarebbero bastati un segnalatore acustico e un sensore per far tornare a casa un uomo di 41 anni e per non rovinare l’esistenza a un lavoratore che ora non sa come darsi pace.

DANILO D’ANNA

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