Il Tirreno

Incontri con i professori Cassese e Pasquino 

Limiti e mancanze della democrazia a lezione con due grandi

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Quale situazione migliore l’avere a portata di mano due personaggi di grande caratura per ascoltare, riflettere e porre anche qualche domanda di chiarimento?

Oggi alla festa del libro di Montereggio alle 19.30 Sabino Cassese. Giudice costituzionalista ed ex Ministro per la funzione pubblica con il governo Ciampi, parlerà su “La democrazia e i suoi limiti”.

La democrazia appare fragile e vulnerabile. Dopo aver sanato le ferite delle guerre e dei totalitarismi del XX secolo, i suoi valori e suoi principi fondamentali sembrano perdere forza e significato: ne sono prova le difficoltà crescenti dell'integrazione europea, il dilagare dei populismi, la contestazione delle élite, la Brexit, la sorprendente elezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti.

Come operano l’autorità e l’efficienza nella teoria e nella pratica del governo e nel concreto della vita dello Stato? E come in relazione alle altre componenti dei poteri pubblici, in conflitto con la giustizia? Sono queste alcune delle domande a cui risponde Sabino Cassese nel suo libro.

Sabino Cassese è professore alla School of Government della Luiss e alla Católica Global School of Law di Lisbona. È stato professore nelle università di Urbino, di Napoli, di Roma e alla Scuola Normale Superiore di Pisa. Ha inoltre insegnato alla Law School della New York University e al Master of Public Affairs dell'Institut d'études politiques di Parigi. Ha pubblicato, di recente, Governare gli italiani. Storia dello Stato (2014), Dentro la Corte. Diario di un giudice costituzionale (2015), Territori e potere. Un nuovo ruolo per gli Stati? (2016).

Alle 21.30 Gianfranco Pasquino, politologo, ospite molto frequente dei talk show televisivi e autore di tantissime pubblicazioni, illustrerà le tesi del suo “Deficit democratici”.

Tutte le democrazie si dotano di istituzioni per consentire la partecipazione del popolo (demos) al potere (kratos). Tutte cercano un equilibrio fra la rappresentanza delle preferenze, delle identità, degli interessi dei cittadini e la capacità dei governi di prendere decisioni coerenti con tale rappresentanza. Nessuna democrazia è in grado di evitare momentanei deficit di rappresentanza e di decisionalità, ma tutte, anche quelle deficitarie, dispongono di possibilità di apprendimento e di (auto)correzione.—

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